Upcycling tessile: vecchie reti da pesca diventano jeans

I blue jeans della Levi Strauss diventano “eco” grazie alla partnership firmata con il brand Econyl di Aquafil

Upcycling tessile: vecchie reti da pesca diventano jeans

 

(Rinnovabili.it) – I jeans più famosi del pianeta si convertono al upcycling. E’ di questi giorni la notizia della nuova partnership tra la Levi Strauss e l’italiana Aquafil, creatrice dello speciale nylon ECONYL® a base di materiali di scarto, quali moquette usata,  reti da pesca  e altre materie plastiche marine. Ed è proprio dalla tessitura di Econyl infatti che nascerà un nuova collezione di pantaloni per uomo a marchio Levi’s. Realizzato al 100% con materiali polimerici a fine vita lo speciale nylon “made in Italy” contribuisce a diminuire i flussi di rifiuti destinati alle discariche, mentre dimostra di essere  quanto vincente può essere un business improntato all’economia circolare.

 

Il successo di Aquafil salta subito all’occhio: lo scorso anno si è chiuso con un fatturato a 500 milioni di euro e un vero proprio boom dei profitti. E l’ad e presidente Giulio Bonazzi non nasconde di avere in cantiere “altri accordi di questo tipo”. “Noi immaginiamo un mondo nel quale la produzione degli oggetti di uso quotidiano non vada a scapito dell’ambiente – sottolinea Bonazzi – Questa nuova partnership è un’ulteriore prova che i materiali sostenibili possono essere utilizzati per rinnovare prodotti che sono sempre stati realizzati in maniera tradizionale”.

 

L’ipotesi di un denim upcycled costituisce per la Levi Strauss una vera e propria prima volta, anche se la società aveva ormai da qualche anno inserito il riciclo nella sua strategia aziendale. E’ di solo qualche settimana fa la notizia dell’esportazione in Europa del suo progetto di recupero abiti usati: vecchi jeans, vestiti e scarpe a patto che siano puliti e in buone condizioni saranno raccolti dai negozi della catena Levi’s e “scambiati” con buono sconti. Il “bottino” sarà poi gestito da I-Collect, che provvederà a processarli e trasformarli in fibre destinate sia alla realizzazione di nuovi abiti che come materia prima seconda per l’isolamento o l’imbottitura.

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