Nuove regole UE, obiettivi più stringenti e strumenti digitali ridisegnano la filiera nazionale delle batterie e del loro recupero.

Come sta cambiando la raccolta delle batterie in Italia
Nel 2025 la gestione delle batterie esauste in Italia è entrata in una fase di transizione normativa e operativa, in cui la raccolta registra una flessione nei volumi ma consolida la propria rete territoriale e si prepara a nuovi obblighi europei.
Il 12° Rapporto del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CCNPA) indica una raccolta di batterie portatili in calo rispetto al 2024, una diminuzione legata alla riclassificazione introdotta dal Regolamento UE 2023/1542 e non a una riduzione dell’efficienza della raccolta.
Parallelamente, cresce la rete dei punti di conferimento, aumentando la capillarità del servizio sul territorio. Il D.Lgs. 29/2026, che amplia le funzioni del Centro di Coordinamento, rafforzandone il ruolo nel monitoraggio degli obiettivi e nella gestione della filiera, mentre il nuovo quadro europeo introduce target più stringenti e strumenti per la tracciabilità e il riciclo dei materiali.
Perché la raccolta cala nonostante la crescita della rete
Nel 2025 la raccolta delle batterie portatili si attesta a 8,86 milioni di kg, in calo di 1,5 milioni di kg rispetto al 2024. Il dato, come evidenziato nel rapporto, non riflette un peggioramento delle performance operative, ma deriva da una riclassificazione tecnica introdotta dal nuovo regolamento europeo, che ha ridefinito le categorie di batterie escludendo alcuni flussi dalla contabilizzazione tradizionale.
La raccolta si articola in due flussi distinti: da un lato quella gestita direttamente dal CDCNPA, pari a 5.435.969 kg, dall’altro la raccolta “volontaria” effettuata dai sistemi collettivi e individuali presso soggetti terzi, pari a 3.432.279 kg . Restano esclusi i quantitativi gestiti da operatori non aderenti, che non hanno obblighi di comunicazione.
Dal punto di vista territoriale, la raccolta delle batterie in Italia evidenzia una forte concentrazione nel Nord, con 6,49 milioni di kg, mentre il Centro si ferma a 1,44 milioni e il Sud e le isole a 922 mila kg . A livello regionale, i volumi più elevati si registrano in Piemonte (2,31 milioni di kg), Lombardia (1,87 milioni) e Veneto (1,07 milioni).
Cresce la rete dei punti di raccolta delle batterie in Italia
Parallelamente al calo dei volumi, la rete dei punti di raccolta delle batterie continua a espandersi. Nel 2025 si raggiungono 15.053 siti attivi, con un incremento del 3,56% rispetto al 2024 e una crescita del 37,45% negli ultimi cinque anni .
La distribuzione dei punti riflette la struttura della filiera: i centri di raccolta comunali rappresentano il 66,90% del totale, seguiti dagli impianti di trattamento RAEE (13,07%) e dai centri di stoccaggio (11,10%) . La capillarità del sistema è quindi in aumento, ma il rapporto evidenzia che la disponibilità infrastrutturale non è sufficiente a garantire un incremento automatico dei volumi raccolti.
Una quota significativa di batterie sfugge infatti alla raccolta non per carenza di punti, ma per una limitata consapevolezza da parte dei cittadini. Il documento sottolinea che il fattore informativo resta uno dei principali nodi critici della filiera.
I numeri della raccolta di batterie industriali e per veicoli
La raccolta delle batterie industriali e per veicoli raggiunge nel 2025 un totale di 43.409.848 kg, con una composizione dominata dalle batterie al piombo per l’avviamento, che rappresentano il 73% del totale, pari a 31,7 milioni di kg . Il restante 27%, circa 11,7 milioni di kg, riguarda accumulatori industriali utilizzati in ambiti come gruppi di continuità, carrelli elevatori e sistemi di accumulo.
Il modello gestionale di questa categoria differisce da quello delle batterie portatili. Quando il valore delle materie prime recuperabili è sufficiente a coprire i costi, opera il libero mercato. Negli altri casi, la responsabilità ricade direttamente sui produttori, in applicazione del principio della responsabilità estesa (EPR).
Il Regolamento UE 2023/1542 cambia la raccolta delle batterie in Italia
Il 2025 segna un punto di discontinuità normativa con l’entrata a regime del Regolamento UE 2023/1542, che ha abrogato la Direttiva 2006/66/CE e introdotto un approccio basato sull’intero ciclo di vita delle batterie.
La nuova classificazione supera la distinzione tra portatili e industriali, introducendo cinque categorie: portatili, LMT (mezzi di trasporto leggeri), SLI (avviamento), EV (veicoli elettrici) e industriali . Questo cambiamento incide direttamente sulla raccolta delle batterie in Italia, imponendo una revisione dei sistemi di monitoraggio e delle modalità operative.
Gli obiettivi di raccolta diventano più ambiziosi: per le batterie portatili si richiede il raggiungimento del 63% entro il 2027 e del 73% entro il 2030, mentre per le batterie LMT i target sono fissati al 51% entro il 2028 e al 61% entro il 2031. Il rapporto evidenzia che il divario rispetto a questi traguardi resta significativo e richiederà un’accelerazione della filiera.
Innovazioni e obblighi di riciclo in vigore nei prossimi anni
Il nuovo quadro normativo introduce strumenti e vincoli destinati a incidere sulla progettazione e sulla gestione delle batterie. Dal 18 febbraio 2027 sarà obbligatorio il passaporto digitale della batteria, accessibile tramite QR code e contenente informazioni su composizione, origine delle materie prime e stato di utilizzo .
Sul fronte del riciclo, vengono fissati obiettivi stringenti per il recupero dei materiali: entro il 2027 dovrà essere recuperato almeno il 50% del litio, quota che salirà all’80% nel 2031, mentre per metalli come cobalto, rame, piombo e nichel si prevedono livelli fino al 95%. Parallelamente, dal 2031 sarà obbligatorio l’utilizzo di contenuto riciclato minimo nelle nuove batterie, pari al 16% per il cobalto, 85% per il piombo, 6% per litio e nichel.
Il ruolo del Centro di Coordinamento Batterie
Con il D.Lgs. 29/2026 il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori evolve verso una nuova configurazione, ampliando le proprie competenze. Oltre al coordinamento della raccolta, l’ente è ora incaricato di monitorare il raggiungimento degli obiettivi europei, partecipare al Tavolo nazionale batterie e gestire il registro degli impianti di trattamento .
Il Centro assume quindi un ruolo di snodo nella raccolta delle batterie in Italia, garantendo uniformità territoriale, tracciabilità dei flussi e raccordo tra produttori, sistemi collettivi e istituzioni.












