Rinnovabili • Biogas Italy 2026 Rinnovabili • Biogas Italy 2026

Biogas Italy 2026, bioenergia motore della transizione energetica

Il MASE è al lavoro sul decreto che contribuirà a tracciare la strada dello sviluppo del settore almeno fino al 2030.

Biogas Italy 2026
Biogas Italy 2026

Biogas Italy 2026, come raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile entro il 2030

La prima giornata di Biogas Italy 2026, l’evento annuale del Consorzio Italiano Biogas (CIB) su biogas e biometano agricolo, è stato l’occasione per discutere come raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile entro il 2030. L’Italia dispone della tecnologia e della capacità industriale per guidarne la produzione, a patto di continuare a snellire i processi autorizzativi e valorizzare correttamente il contributo ambientale della filiera agricola.

Biogas Italy 2026, vent’anni di CIB e di successi italiani

Nel 2026 il CIB compie vent’anni. In questi due decenni il sistema italiano si è trasformato in un modello di eccellenza a livello europeo. La prima parte della giornata è stata dedicata all’analisi dell’attuale situazione internazionale. In tale quadro, la filiera agricola offre soluzioni e opportunità per la produzione di energia, contribuendo in maniera sostanziale al raggiungimento della sicurezza e dell’indipendenza energetica.

MASE al lavoro su un nuovo decreto per il biometano

Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia del MASE, intervenuto alla conferenza, ha annunciato che il Ministero è al lavoro sul decreto che contribuirà a tracciare la strada dello sviluppo del settore almeno fino al 2030.

Davide Valenzano del GSE, riguardo il Decreto-Legge PNRR 2026, ha spiegato: “La misura biometano è evoluta da una logica di misura a performance a una logica a facility ossia finanziaria, un cambiamento sostanziale maturato da un lavoro finalizzato a salvaguardare tutte le progettualità selezionate tramite le procedure competitive. Sono 549 i progetti di biometano ammessi nelle 5 graduatorie, per 236 mila Smc/h di capacità produttiva complessiva. Il cambiamento alleggerisce la pressione su chi sta costruendo e concentra gli sforzi sulla formalizzazione sui rapporti contrattuali, infatti è in fase avanzata la stipula dell’accordo GSE – MASE. Le progettualità che hanno comunicato l’avvio dei lavori sono 323 impianti mentre 46 impianti sono già operativi.“ 

Finanza rinnovabile e crisi globale

A Biogas Italy 2026 si è parlato anche di finanza rinnovabile e crisi globale. Francesco La Camera, Direttore generale IRENA, ha commentato: “L’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica. Le tensioni geopolitiche recenti con estrema chiarezza confermano che un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alle crisi. Basta un evento per destabilizzare il mercato in tutto il mondo“.

“Per questo – ha proseguito La Camera – la transizione energetica non è più solo una scelta ambientale. I numeri di IRENA ci dicono che il cambiamento è già in atto. Nel 2024 sono stati aggiunti 582 GW di nuova capacità rinnovabile, segnando una crescita annuale del 15%. Le rinnovabili hanno costituito il 90% delle nuove installazioni di generazione elettrica. Mi piace ricordare che 500 GW vuol dire che in un anno è stata installata tanta capacità rinnovabile che è il doppio della capacità elettrica da nucleare installata in 70 anni. Al 2050 il nucleare rappresenterà non più del 2-4% di tutti i consumi finali di energia. Quindi dovremmo dedicare a questo dibattito non più del 2-4% del nostro tempo“.

La transizione non è più una tendenza ma un cambiamento strutturale e le crisi scaturite da pandemia da Covid, guerra in Ucraina e dagli ultimi avvenimenti in Medio Oriente non hanno fermato questo cambiamento ma lo hanno accelerato. Dunque, non esiste sicurezza energetica senza transizione ecologica ma non esiste transizione senza tecnologie mature. In questo scenario, le bioenergie giocano un ruolo strategico e l’Italia è leader tra i Paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate.

Biogas e biometano agricolo nella strategia di decarbonizzazione

Riguardo il ruolo del biogas e del biometano agricolo nella strategia di decarbonizzazione in ottica europea è intervenuta Biljana Kulisic, DG Ener della Commissione Europea. Kulisic ha spiegato che le bioenergie costituiscono una risorsa già pronta e disponibile per l’Europa per gestire la efficacemente la crisi energetica e i cambiamenti climatici.

Attualmente, la Commissione Europea sta trattando con gli Stati Membri un tripartite agreement per il biogas. Il contratto tripartito è un’opportunità tempestiva per superare le barriere esistenti nel mercato del biometano dell’UE e per costruire un percorso di sicurezza energetica nel breve periodo.

Inoltre, strumenti come RepowerEU e la Direttiva Red III, appena recepita in Italia, favoriranno lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa.

I vantaggi del biometano

  • • Sostituzione ecologica del gas naturale: ideale dove la completa elettrificazione non è fattibile.
  • • Stabilizzazione della rete elettrica: supporto nei periodi di bassa produzione da FER variabili.
  • • Stoccaggio e disponibilità locale: superiore rispetto ad altre tecnologie.
  • • Catena di approvvigionamento: minori vincoli logistici e di dipendenza geografica.
  • • Tecnologia pronta: già disponibile per progetti su scala commerciale.

Aumentare gli investimenti in bioenergia

Harmen Dekker, direttore di EBA, l’European Biogas Association, ha evidenziato che nei prossimi decenni ci sarà una necessità crescente di gas e che entro il 2040 e il 2050 le prospettive di crescita dei consumi di gas naturale e di produzione di biogas convergeranno. Almeno 28 miliardi di investimenti in biometano sono stati già assegnati in Europa. Spagna, Danimarca e Regno Unito sono i primi in classifica quanto a volumi di investimenti. Nel 2024 gli investimenti nel settore idroelettrico e nel settore delle bioenergie sono aumentati del 45% rispetto al 2023. Tuttavia, gli investimenti in nuova capacità rinnovabile da bioenergia hanno rappresentato il 3% del totale. Sono risultati importanti ma non sufficienti: gli investimenti in bioenergia dovrebbero aumentare di cinque volte entro il 2030 rispetto ai 2024.

Il valore della sostenibilità: Low Carbon Intensity

Per gli operatori, l’equivalenza energetica dell’attuale sistema ETS (Emission Trading System), non rende ragione della effettiva qualità ambientale del biometano. È dunque essenziale valorizzare questo potere di decarbonizzazione attraverso il mercato delle Garanzie d’Origine (GO). I dati mostrano che mercati come quello danese o olandese già riconoscono prezzi significativi per le GO legate al biometano da effluenti zootecnici, un modello che l’Italia punta a consolidare.

Biogas Italy 2026, dal CIB obiettivi e visione futura

Il biometano è vettore energetico fondamentale per la decarbonizzazione del settore del gas. A livello europeo, l’obiettivo per il 2030 è di 35 miliardi Smc all’anno. In tale contesto, l’Italia gioca un ruolo da protagonista, facendosi carico del 14,3% dell’obiettivo europeo, che corrisponde a circa 5 miliardi Smc. Guardando ancora più avanti, negli scenari al 2040, il biometano potrebbe arrivare a coprire il 30% del fabbisogno di gas nazionale, con una produzione stimata che supera i 10 miliardi Smc nello scenario di decarbonizzazione più ambizioso.

Approfondisci il tema con il podcast “Fattore Biogas”, il podcast che accende i riflettori sul valore dell’energia circolare

Rinnovabili •

About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.