Dagli scarti agricoli all’autosufficienza energetica

Il progetto di ricerca “uP_running” dimostrerà come i residui della produzione agricola possono diventare una risorsa energetica sostenibile

http://cordis.europa.eu/project/rcn/199958_en.html

(Rinnovabili.it) – L’autosufficienza energetica passa anche dalla valorizzazione dei rifiuti. Quelli organici, prodotti da campi e capaci di abbandonare il loro tradizionale ruolo di scarti agricoli per divenire una risorsa energetica sostenibile. Il come e il quanto lo cercherà di capire  “uP_running” , progetto di ricerca europeo del Distretto tecnologico agroalimentare Puglia (D.A.Re).

 

L’iniziativa, avviata formalmente il 1° aprile di quest’anno, è stata raccontata, almeno nelle sue intenzioni iniziali, in occasione del forum promosso dall’Università di Foggia e il DARe al Salone dell’Agroalimentare e sviluppo rurale in Fiera del Levante. Finanziato nell’ambito del programma quadro per la Ricerca e l’Innovazione Horizon 2020, uP_running mira a promuovere e rafforzare l’utilizzo delle biomasse agricole (scarti di potatura e rimozione di alberi del settore olivicolo, viticolo e frutticolo) per la produzione di energia.

 

Nella pratica attuale, i residui legnosi derivanti da potatura e rimozione delle piante sono ancora classificati come rifiuto e il loro trattamento rappresenta un aggravio di lavoro e di costi per gli operatori agricoli. I partner del progetto lavoreranno per individuare casi di successo già esistenti e a partire da quelli, costruire un modello operativo fattibile e sostenibile per la valorizzazione degli scarti agricoli delle principali colture pugliesi.

 

“E’ un altro prezioso contributo scientifico – ha sottolineato l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia -, in linea con gli obiettivi del nostro Programma di sviluppo rurale (PSR). Come rappresentate dell’Assessorato ribadisco l’impegno a valorizzare queste buone prassi, sostengo importante per il raggiungimento degli obiettivi del nostro PSR, che ha quale presupposto un’agricoltura innovativa, sostenibile e di qualità. L’apporto scientifico serve per investire in metodologie sempre più applicate, specie nel settore delle energie rinnovabili, che vedono le aziende agricole pugliesi protagoniste di investimenti per la diversificazione produttiva e l’integrazione del reddito”.

La Fondazione CIRCE (Spagna), coordina il progetto, con la partecipazione di Asaja (associazione agricoltori Spagna), CERTH e Paseges, (rispettivamente ente di ricerca e associazione agricola, Grecia), Università degli studi di Foggia e DARe (Puglia, Italia), il Scientific Engineering Centre e l’Associazione “club ucraino agribusiness (Ucraina), insieme alla Camera degli agricoltori (Croazia), Confagri Portogallo e l’associazione delle cooperative agricole, Francia.

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