Lo schema del decreto-legge riporta nuovi interventi a valere sulla Missione 2, Componente 2 del Piano e, in particolare, ulteriori programmi di sovvenzione per gli impianti di produzione di biometano, agrivoltaici e delle comunità energetiche rinnovabili, per un valore complessivo di oltre 4 miliardi di euro

Decreto legge PNRR 2026, cosa prevede la bozza?
“Straordinaria necessità e urgenza”. Queste le parole che si ripetono più spesso nel preambolo del nuovo decreto PNRR 2026, oggi in fase di definizione. Lo schema del provvedimento, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e in materia di politiche di coesione”, è l’ultimo intervento last minute del Governo per accelerare sul conseguimento dei traguardi previsti dal Piano ed eventualmente correggere il tiro.
Trentatré articoli in tutto, messi giù per rafforzare la governance e introdurre nuove semplificazioni, e che toccano da vicino anche i temi energetici. Nel lungo testo si trovano, infatti, facilitazioni in materia di qualificazione degli installatori, specifici contributi a fondo perduto per l’agrivoltaico, il biometano e le Comunità Energetiche Rinnovabili e un’iniezione di fondi per i progetti di decarbonizzazione dei settori hard-to-abate tramite idrogeno. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarsi in base all’attuale schema.
Nuove regole per l’aggiornamento professionale
Con il dichiarato obiettivo di standardizzare la formazione dei responsabili tecnici a livello nazionale, lo schema del Decreto PNRR 2026 introduce nuove regole per l’aggiornamento professionale degli installatori di impianti rinnovabili. Il testo fissa una durata minima obbligatoria di 24 ore per i corsi di aggiornamento professionale, stabilendo che contenuti e modalità di erogazione siano d’ora in poi stabiliti tramite un accordo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), le Regioni e le Province autonome. Il dicastero avrà anche il compito di vigilare sulla qualità dei corsi e sul rispetto dei requisiti formativi.
Ma la vera novità arriva a livello di certificazione delle qualifiche. La bozza prevede la creazione di un modello standard nazionale per gli attestati, che dovranno essere trasmessi obbligatoriamente via web entro 10 giorni dalla fine del corso. Questo permetterà alle Camere di Commercio di aggiornare automaticamente la qualifica professionale dell’impresa, senza che il professionista debba presentare scartoffie aggiuntive.
Contributi a fondo perduto per CER
La misura più attesa del DL PNRR 2026 è sicuramente quella riguardante le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Dopo la brusca chiusura, nel 2025, del bonus 40% a causa del taglio di ben 1,4 miliardi di euro dai fondi PNRR, il clima generale si è acceso di preoccupazione. Il problema più grande è che la riduzione delle risorse, oltre a generare un’impennata delle domande in pochissimo tempo, ha lasciato moltissime proposte progettuali senza garanzie sufficienti per ottenere credito.
Il nuovo decreto non sana definitivamente la questione, ma offre nuovo respiro. Come? Con l’istituzione di uno specifico programma di sovvenzione per la concessione di contributi in conto capitale a sostegno degli investimenti. Nel dettaglio, sono previsti 795.500.000 euro e nuove scadenze rigide per firmare tutti gli accordi di finanziamento e completare gli impianti.
“Il rinnovato quadro attuativo consente di modificare il target finale degli investimenti originari nella sottoscrizione degli accordi di finanziamento con i soggetti beneficiari degli investimenti a saturazione dei relativi costi totali assegnati agli strumenti finanziari, in luogo del completamento dei relativi interventi originariamente previsto”, si legge nella relazione illustrativa.
Risorse per agrivoltaico e biometano
In realtà l’intervento, disciplinato all’articolo 29 del Decreto Legge PNRR 2026, non contempla solo le nuove configurazioni dell’autoconsumo. La misura include anche altri due segmenti della Missione 2, Componente 2 del Piano: l’agrivoltaico e il biometano.
Al pari di quanto predisposto per le comunità rinnovabili, il testo istituisce programmi di sovvenzione ad hoc per supportare gli impianti, con uno stanziamento di 1,099 miliardi di euro per lo sviluppo di sistemi agrivoltaici e 2,236 miliardi di euro per quelli del biometano.
In questi due casi, così come per i contributi alle CER, il GSE (Gestore Servizi Energetici) sostituirà il Ministero in tutti i rapporti giuridici e nei contratti con le imprese. Ed emanerà entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge le Regole Operative. Le decisioni sull’assegnazione dei fondi saranno invece affidate a un comitato tecnico terzo per garantire imparzialità.
Per non perdere i finanziamenti comunitari, la norma ha stabilito il 30 giugno 2026 come termine ultimo per firmare tutti gli accordi di finanziamento. Gli impianti dovranno invece essere completati e accesi entro 24 mesi dalla firma, pena la decadenza dagli incentivi.
Altri interventi del Decreto PNRR 2026
Per quanto riguarda l’idrogeno nei settori “hard-to-abate” – misura stralciata dal PNRR – la norma garantisce la continuità con fondi nazionali per progetti pilota già avviati, come quelli di Polidoro Spa, Sarlux e Politecnico di Milano, che altrimenti sarebbero rimasti senza copertura dopo il definanziamento.
L’articolo 24, comma 3, del decreto apporta modifiche alla normativa vigente per chiarire chi possa beneficiare dei regimi agevolati per la produzione di energia pulita nel settore ferroviario. Questi soggetti sono identificati nel Gestore dell’infrastruttura e nelle società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.












