Confindustria: nel 2040 il gas naturale sarà la seconda risorsa energetica dopo le rinnovabili

Per l’Associazione il gas naturale potrebbe giocare, accanto alle rinnovabili, un ruolo importante nella transizione energetica. Ma avverte: servono nuove misure regolatorie

Gas naturale
Credit: Pixabay

L’Italia sconta ancora oggi un differenziale sul prezzo del gas naturale nel mercato rispetto al Nord Europa

(Rinnovabili.it) – Con un incremento dei volumi mondiali vicino al 40%, il gas naturale potrebbe diventare da qui al 2040 la seconda fonte energetica più impiegata al mondo. 

La proiezione si basa sull’analisi condotta da Confindustria in collaborazione con Nomisma Energia: partendo da un’osservazione strutturale del contesto globale ed europeo, il rapporto “Sistema gas naturale — transizione e competitività” approfondisce le opportunità, ma anche i rischi, a cui l’Italia andrebbe in contro in un simile scenario. Il documento prende in esame tre direttrici: “scenari previsti di domanda”, in relazione alle politiche per la lotta ai cambiamenti climatici; “dinamiche di offerta”, in relazione allo sviluppo delle infrastrutture per assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti e “dimensione competitiva del mercato gas”, con riferimento ai possibili miglioramenti del posizionamento dell’Italia attraverso una nuova visione strategica delle infrastrutture.
Gli scenari considerano un aumento della domanda vicino al 40% entro 20 anni. “La transizione low carbon – ha spiegato Confindustria presentando il documento –  implica la necessità di coniugare le esigenze di sostenibilità ambientale con la garanzia di un approvvigionamento energetico sicuro, competitivo e stabile nel tempo”.  Considerando le minori emissioni (50 e 90% di CO2 e CO in meno rispetto al carbone) e il terzo posto raggiunto nel 2017 tra i combustibili fossili più utilizzati al mondo a fini energetici (3,2 miliardi di tep contro i 4 del carbone e i 4,9 del petrolio), accanto alle rinnovabili (4e nelle classifica di cui sopra con 2 miliardi di tep), per l’associazione il gas naturale potrebbe giocare una parte molto importante nel progressivo processo di decarbonizzazione.

 

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In riferimento al secondo punto, cioè le dinamiche di offerta, Confindustria ha evidenziato come i primi quattro Paesi più dotati di tale risorsa appartengono alle due macro aree Ex Urss e Medio Oriente. Nel 2017, in particolare, nonostante le sanzioni commerciali adottate a partire dal 2014, la quota di mercato della Russia ha raggiunto il valore record del 43% sulle importazioni europee di gas (da Paesi extra-UE), arrivando a soddisfare il 31% della domanda dell’Unione. Tale dipendenza – evidenzia ancora Confindustria – parrebbe tuttavia destinata a crescere ulteriormente: “è fondamentale – si legge nel documento – avviare una riflessione seria, a livello comunitario, sull’opportunità di diversificare la geopolitica degli approvvigionamenti europei e migliorare la competitività del mercato tra i fornitori”. 

 

Qui entra in gioco l’Italia che, nel contesto geopolitico attuale, caratterizzato da instabilità politica nel Nord Africa, dalla guerra al terrorismo nel Medio Oriente e da tensioni sull’asse Russia-UE-USA, assumerebbe una evidente importanza dovuta alla sua strategica posizione geografica. Ma c’è un problema: “sul fronte della competitività – evidenzia ancora Confindustria – il nostro Paese sconta oggi un differenziale sul prezzo del gas naturale nel mercato rispetto al Nord Europa maggiore di  circa 2 €/MWh”. Il ché determina, com’è facile intuire, una notevole perdita di competitività per le imprese nazionali. Ed è qui, secondo Confindustria, che istituzioni ed organi competenti dovrebbero intervenire: “occorre azzerare tale differenziale attraverso interventi infrastrutturali e misure regolatorie. Il nostro Paese può rappresentare lo snodo che consentirebbe di diversificare le rotte di approvvigionamento, evitando di consegnare il destino dell’Europa nelle mani di un solo paese”. 

 

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