Al via dal 15 dicembre, le domande per i contributi a fondo perduto dedicati all'efficientamento energetico delle PMI. Disponibili fino a 300 mila euro per impresa

Bando Friuli Venezia Giulia: Efficientamento Energetico Imprese 2025-2026
Si è aperto ufficialmente ieri, 15 dicembre 2025, lo sportello del nuovo Bando Efficientamento Energetico del Friuli Venezia Giulia. Le piccole e medie imprese del settore manifatturiero hanno tempo fino alla metà di giugno 2026 per presentare domanda e provare ad ottenere i nuovi incentivi per la riduzione dei consumi e delle emissioni.
Sul piatto la Regione ha messo un budget di 7 milioni di euro da distribuire sotto forma di contributi a fondo perduto con intensità variabile a seconda dell’intervento. Un’opportunità rilevante per chi vuole rendere più efficienti i propri processi industriali e sostenere l’autoconsumo rinnovabile.
Vediamo nel dettaglio come funzionano i nuovi aiuti regionali.

Chi può partecipare?
Il bando Efficientamento Energetico è rivolto alle piccole e medie imprese del settore manifatturiero (sezione C ATECO), anche in forma di consorzio, società consortile o rete d’impresa con soggettività giuridica. I richiedenti devono realizzare l’intervento in una sede o in un’unità locale attiva nel territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, possedendo i requisiti di ammissibilità (articolo 4 dell’avviso).
Sono escluse a priori tutte le realtà che non operano nel settore manifatturiero, i progetti riferiti alle attività elencate negli allegati di esclusione (come industria del tabacco e raffinerie di petrolio), i soggetti che rientrano nel sistema europeo delle emissioni (ETS) e le imprese che hanno effettuato delocalizzazioni vietate o prive dei requisiti soggettivi richiesti.
Cosa finanzia il bando Efficientamento del FVG?
Il bando della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sostiene gli investimenti finalizzati a ridurre i consumi energetici (e dunque la bolletta) e le emissioni climalteranti negli impianti produttivi e nei sistemi di climatizzazione. L’atto elenca una lista di progetti ammissibili, riportati di seguito in maniera sintetica:
- Efficientamento dei macchinari e degli impianti di climatizzazione tramite adeguamento o rinnovo;
- Recupero di energia;
- Impiego delle tecnologie di CCUS per la cattura dei gas serra dai cicli produttivi esistenti, con utilizzo ed eventuale stoccaggio;
- Acquisto di impianti e macchinari, motori, pompe, inverter, compressori, gruppi frigoriferi o pompe di calore e altri componenti ad alta efficienza e bassa emissione, con esclusione di quelli alimentati direttamente da combustibili fossili;
- Acquisto di impianti di cogenerazione o trigenerazione ad alto rendimento alimentati da fonti rinnovabili o gas naturale, e relativi sistemi di connessione e gestione;
- Opere edili e di impiantistica strettamente connesse agli interventi di efficientamento (automazione, movimentazione elettrica, regolazione degli impianti, rifasamento, ottimizzazione di cicli termici) e sistemi complementari di monitoraggio e controllo intelligenti, software e licenze;
- Sistemi di accumulo energetico ma solo se collegati a un impianto fotovoltaico.
Quanto vale l’incentivo?
Il bando concede contributi a fondo perduto, con intensità variabile in funzione del tipo di intervento, della dimensione d’impresa, del regime di aiuto applicato (esenzione GBER o de minimis) e dell’eventuale localizzazione in aree agevolate o presenza di premialità legate alla riduzione delle emissioni.
Per i progetti di efficientamento e di recupero del calore:
- In regime GBER l’aiuto è concesso fino a un massimo del 25% per le Piccole Imprese e del 20% per le Medie Imprese. Queste percentuali possono aumentare al 27,5% (PI) e al 22,5% (MI) se l’intervento è realizzato nelle aree regionali 107.3.c. (vedi QUI)
- In regime De Minimis l’aliquota è significativamente più alta: 40% per le Piccole Imprese e 35% per le Medie Imprese.
È prevista una premialità che aumenta l’intensità in regime De Minimis fino a 10 punti percentuali in base al livello di riduzione delle emissioni di CO2 conseguito.
Per gli altri interventi, gli incentivi sono così disposti:
- Gli impianti di co/trigenerazione godono dell’aliquota massima prevista dal bando, ovvero il 65% per le Piccole Imprese e il 55% per le Medie Imprese.
- I sistemi di accumulo energetico possono ottenere una copertura delle spese al 50% per le Piccole Imprese e al 40% per le Medie Imprese.
- La cattura di gas serra è finanziata al 25% (PI) e al 20% (MI).
- I servizi per la progettazione, oneri per la sicurezza, relazioni tecniche, direzione lavori, collaudo possono invece ottenere un aiuto al 100% della spesa.
La spesa minima ammissibile è pari a 25.000 euro per micro e piccole imprese e 50.000 euro per medie imprese, mentre il contributo massimo concedibile non può superare 300.000 euro per ciascuna impresa.
Scadenze e modalità di domanda
Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 15 dicembre 2025 fino alle ore 16:00 del 15 giugno 2026 (salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili) attraverso il sistema telematico Istanze On Line (IOL). Dalla pagina dedicata al bando Efficientamento energetico è anche possibile scaricare tutti i moduli necessari.
La procedura è di tipo valutativo a sportello ma si affida a un sistema a punteggio per premiare le proposte che rispondono a specifici requisiti. Il punteggio è assegnato considerando elementi come la riduzione dei consumi e delle emissioni, l’inserimento della cogenerazione, l’adozione di sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione dell’energia, lee certificazioni ambientali dell’impresa; la localizzazione in aree interne.
Per essere ammessi agli incentivi, i progetti devono ottenere almeno 14 punti su 38 disponibili.
Come presentare domanda
A valle della verifica dei requisiti soggettivi di impresa e della coerenza del progetto con le tipologie di intervento finanziabili, i proponenti devono predisporre la diagnosi energetica richiesta e la documentazione tecnica necessaria.
Quindi sarà necessario compilare la domanda secondo lo schema previsto dal bando, allegando:
- La relazione tecnica contenente la descrizione dettagliata del progetto;
- La diagnosi energetica di data non anteriore al 1° gennaio 2025, redatta da un EGE, da una società ESCo, da un auditor energetico (o da un tecnico abilitato nel caso in cui non vi sia un obbligo specifico);
- La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
- La documentazione economico-finanziaria indicata.










