La Regione Friuli Venezia Giulia mette a disposizione 10,5 milioni di euro in contributi a fondo perduto per sostenere la realizzazione o il potenziamento di impianti fotovoltaici fino a 5 MW di potenza. Domande dal 20 luglio 2025

Il Bando Fotovoltaico per le imprese del FVG per il 2026
Come promesso, il Friuli Venezia Giulia ha pubblicato il nuovo bando fotovoltaico per le imprese 2026: un’operazione da 10 milioni di euro per sostenere l’autoconsumo solare in un momento in cui i prezzi dell’energia mettono a dura prova i bilanci aziendali.
L’intervento è parte di un disegno più ampio attuato dall’amministrazione a favore del proprio comparto produttivo. In questi mesi, infatti, la Regione ha già attivato un canale contributivo per abbattere il costo delle bollette dei negozi di vicinato o un sistema di credito agevolato per le PMI. L’obiettivo è il medesimo: aumentare la resilienza e impedire che il proprio settore industriale e dei servizi si fermi.
D’altra parte, come aveva fatto notare anche Confindustria Udine, oggi il “principale vincolo alla crescita continua ad essere la bassa produttività”. La crisi energetica 2026, arrivata sullo strascico dello shock 2022, ha determinato nuove pressioni inflazionistiche, irrigidendo le condizioni finanziarie e assottigliando le prospettive di crescita. Per invertire tale tendenza è necessario, tra le altre cose, “garantire energia sostenibile e a costi accessibili”. “L’energia in Italia la stiamo pagando più degli altri Paesi europei, in alcuni casi addirittura quasi 2-3 volte. Questo, per noi, è ormai un tema di pura sopravvivenza e bisogna fare presto”, aveva commentato a maggio il presidente Luigino Pozzo.
L’imperativo è dunque alleggerire le fatture di un comparto che da solo consuma il 60,99% del fabbisogno regionale e farlo rapidamente.
In questo contesto il fotovoltaico rimane la scelta migliore, grazie alla rapida installazione ma soprattutto grazie ai diversi incentivi offerti in Italia.

I beneficiari
Il nuovo bando fotovoltaico del FVG si rivolge a tutte le imprese con sede legale o unità locale (in cui viene realizzato l’intervento) nella Regione di qualsiasi dimensione. Anche sotto forma di consorzi, società consortili o reti di impresa con soggettività giuridica. A patto che facciano riferimento ai settori manifatturiero, terziario o delle costruzioni. Escluse ovviamente le aziende agricole che hanno a disposizione un bando ad hoc.
Gli interventi ammessi
Come anticipato, il bando supporta la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici ma anche il potenziamento di quelli già esistenti, fissando un paletto massimo per la potenza installabile: non si potranno superare i 5 MW di picco. E l’energia prodotta dovrà essere finalizzata in via prioritaria all’autoconsumo. Ecco perché tra gli interventi ammessi è contemplata anche l’integrazione di sistemi di accumulo di energia e sistemi di monitoraggio e gestione dell’energia intelligenti.
Per lo stesso motivo il bando fissa una regola sull’autoconsumo: sarà possibile progettare impianti che producano fino al 115% del fabbisogno energetico annuo dell’impresa. Un sovradimensionamento in alcuni casi necessario ma che non potrà andare oltre, dal momento che non saranno agevolabili le spese riguardanti la parte eccedente.
Dove potranno essere collocati gli impianti? Su immobili o pertinenze esistenti e già accatastati al momento della domanda. Gli edifici devono essere già nella piena disponibilità del richiedente e in caso di contratto di affitto/comodato quest’ultimo deve coprire l’intera durata del vincolo di stabilità previsto dal bando.
Le uniche eccezioni riguardano gli immobili pertinenziali per il cui accatastamento c’è tempo fino alla presentazione della rendicontazione e le tettoie dei parcheggi che possono essere realizzate anche dopo la presentazione della domanda.
L’installazione di impianti fotovoltaici a terra è possibile, invece, solo nel caso di interventi di potenziamento e solo se l’impresa si trova in una condizione di saturazione delle coperture.
Gli incentivi del bando Fotovoltaico imprese del FVG
L’aiuto concesso è un contributo a fondo perduto con percentuali di copertura della spesa che variano a seconda della taglia dell’impianto e delle dimensioni dell’azienda. Si va da un minimo del 10% per i grandi impianti (>3 MWp-5 MWp) al 50% dedicato alle microimprese con installazioni sotto il MW.

Va però precisato che il limite minimo di spesa ammissibile è di 20.000 euro mentre l’importo massimo di contributo concedibile a ciascuna impresa è di 500.000 euro. Nota bene: il progetto deve essere concluso e la spesa sostenuta e rendicontata entro il termine di 15 mesi dal ricevimento del decreto di concessione, prorogabile per un massimo di 6 mesi.

I contributi non sono cumulabili con altre misure di aiuto di Stato o con finanziamenti europei a gestione diretta. Possono però essere impiegati in parallelo a garanzie concesse in regime “de minimis” o ad aiuti di tipo fiscale.
Come richiedere gli incentivi
Le domande potranno essere presentate solo online tramite il sistema telematico “Istanze on line (IOL)”. Lo sportello per l’invio è stato aperto il 20 luglio 2026 e rimarrà aperto fino al 30 settembre 2026.
Documenti da allegare alla domanda:
- relazione tecnica sottoscritta da un tecnico abilitato;
- quadro di spesa dettagliato;
- strumento di verifica della dimensione di impresa e impresa non in difficoltà;
- schede tecniche relative ai moduli, inverter e sistemi di accumulo;
- autorizzazione firmata dal proprietario dell’unità immobiliare interessata dall’intervento, se soggetto diverso dal richiedente e contratto che dimostri la disponibilità dell’unità immobiliare;
- modello F23/F24 attestante il pagamento dell’imposta di bollo.












