Pubblicato dal GSE il valore trimestrale che regola oneri e ricavi degli impianti rinnovabili nel sistema elettrico.

Il valore del dispacciamento delle rinnovabili nel II trimestre 2026
Nel sistema del dispacciamento delle rinnovabili, il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato il nuovo valore del corrispettivo unitario di sbilanciamento convenzionale, fissato a –2,99 euro per megawattora per il II trimestre 2026.
Il parametro, aggiornato con cadenza trimestrale, viene comunicato dal GSE entro il giorno 20 del mese che precede il periodo di validità. Il valore stabilisce come vengono attribuiti economicamente gli scostamenti tra energia programmata ed energia effettivamente immessa in rete dagli impianti rinnovabili.
Rispetto al trimestre precedente si registra una leggera variazione del parametro economico. Nel I trimestre 2026 il corrispettivo era pari a –3,07 €/MWh, mentre per il periodo aprile-giugno è stato fissato a –2,99 €/MWh.
La differenza è quindi di 0,08 €/MWh, con un valore che rimane negativo ma meno penalizzante rispetto ai primi tre mesi dell’anno.
Dal punto di vista pratico, questo significa che gli effetti economici degli sbilanciamenti trasferiti ai produttori di energia rinnovabile saranno leggermente inferiori rispetto al trimestre precedente. In altre parole, a parità di condizioni operative, l’impatto economico delle differenze tra energia prevista e energia effettivamente immessa in rete risulta marginalmente ridotto.
Il meccanismo riguarda le unità di produzione per cui il GSE opera come utente del dispacciamento e serve a regolare i maggiori oneri o i ricavi derivanti dagli sbilanciamenti di produzione.
Come funziona il dispacciamento delle rinnovabili nel sistema elettrico
Il dispacciamento delle rinnovabili rientra nel servizio generale di dispacciamento della rete elettrica, gestito da Terna. Si tratta della gestione coordinata delle immissioni e dei prelievi di energia sulla rete di trasmissione nazionale per garantire l’equilibrio tra domanda e offerta di elettricità.
Poiché l’energia elettrica non può essere immagazzinata nel sistema di rete, deve essere prodotta nello stesso momento in cui viene consumata. Per questo Terna monitora continuamente i flussi energetici e interviene quando necessario per mantenere l’equilibrio del sistema.
Quando la produzione reale di un impianto non coincide con quella prevista si genera uno sbilanciamento, che richiede interventi di bilanciamento della rete e genera conseguenze economiche per i produttori.
A quali impianti si applica il dispacciamento delle rinnovabili
Il meccanismo del dispacciamento delle rinnovabili gestito dal GSE riguarda numerose tipologie di impianti che producono energia da fonti rinnovabili.
Tra questi rientrano:
- impianti che operano nel regime di Ritiro Dedicato;
- impianti con tariffa fissa onnicomprensiva prevista dai diversi decreti sulle rinnovabili;
- impianti incentivati dai Conti Energia fotovoltaici, per la quota di energia non incentivata;
- impianti sostenuti dai decreti più recenti sulle FER elettriche e sull’agrivoltaico.
Non tutte le unità di produzione sono invece soggette a questi trasferimenti economici. Alcune categorie, come determinate configurazioni in Scambio sul Posto, non ricevono l’allocazione di questi oneri o ricavi.
Come il GSE trasferisce oneri e ricavi dello sbilanciamento
Dal 1° gennaio 2015, alle unità di produzione per le quali il GSE è utente del dispacciamento vengono attribuiti gli effetti economici degli sbilanciamenti, calcolati sulla base dei corrispettivi stabiliti dal sistema di mercato.
Il GSE può inoltre intervenire sul Mercato Infragiornaliero (MI) per ridurre le differenze tra produzione prevista e produzione effettiva degli impianti.
Gli importi calcolati da Terna vengono poi trasferiti ai produttori utilizzando meccanismi di compensazione fisica ed economica, che permettono di aggregare più unità di produzione. Questo sistema consente di ridurre l’impatto economico delle differenze tra i singoli impianti.
A questi strumenti si aggiunge anche il corrispettivo di non arbitraggio macrozonale, introdotto per eliminare distorsioni tra prezzi di mercato e prezzi di sbilanciamento.
Cosa è cambiato con il TIDE
Il quadro regolatorio del dispacciamento delle rinnovabili è stato aggiornato con il Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (TIDE) adottato dall’Autorità di regolazione a partire dal 2025.
La riforma è stata pensata per rendere più efficiente il funzionamento del mercato elettrico in un sistema sempre più caratterizzato da produzione rinnovabile e generazione distribuita.
Tra gli elementi caratterizzanti del TIDE figurano:
- una nuova classificazione delle unità di produzione;
- l’introduzione delle figure del Balance Responsible Party (BRP) e del Balancing Service Provider (BSP);
- l’adozione del periodo di settlement degli sbilanciamenti pari a 15 minuti.
In pratica, la riforma costruisce un sistema in cui le risorse di flessibilità più efficienti possono essere selezionate in ogni momento per mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta di energia, anche in un contesto caratterizzato da un numero sempre più elevato di impianti rinnovabili distribuiti sul territorio.












