Fiper: certificati bianchi, rialzo dei prezzi a causa del mercato corto

Nel corso del 2016 si sono registrati scambi a prezzi particolarmente alti rispetto alla media storica. Uno studio cerca di far chiarezza sulle possibili cause

Fiper: certificati bianchi, rialzo dei prezzi a causa del mercato corto

 

 

(Rinnovabili.it) – Cosa sta succedendo nel mercato dei certificati bianchi? Se lo è chiesto la Fiper, dopo un 2016 apparentemente anomalo. Lo scorso anno si sono registrati scambi a prezzi particolarmente alti rispetto alla media storica. Già nel periodo di osservazione tra giugno 2015 – maggio 2016, il valore medio ponderato dei prezzi degli scambi presso la borsa è risultato essere pari a 116,01 euro per Titolo di efficienza energetica (TEE), in aumento di quasi 11 euro rispetto all’analogo valore riscontrato nei dodici mesi precedenti. E nella sessione del 22 novembre 2016, il valore è risultato addirittura superiore di circa il 58% rispetto a quello dell’ultima sessione di ottobre.

 

Dati poco chiari che hanno portato sia il MISE che l’AEEGSI ad avviare indagini conoscitive. “Stiamo assistendo in questo ultimo periodo ad un andamento del mercato dei Titoli di Efficienza Energetica- TEE sempre più incomprensibile con prezzi mai raggiunti e nemmeno ipotizzabili sino a poco tempo fa”, commenta Walter Righini Presidente Fiper introducendo la ricerca “Analisi sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE)”.

La ricerca fornisce un contributo per comprendere l’attuale situazione e si fonda da un lato sulla analisi dell’andamento del mercato a partire ai dati del Gestore del Mercato Energetico- GME, del Gestore dei Servizi Energetici- GSE, dall’altro sulle evidenze del benchmark condotto tra alcuni operatori.  Secondo l’analisi FIPER la spiegazione più plausibile del rialzo dei prezzi sembrerebbe essere legata al problema del bilanciamento tra domanda e offerta dei ceicatrtifi. Si evidenzia una tendenza di carenza di offerta, tipica di un mercato corto in cui si verifica la scarsità del “bene”.

 

“Se è vero infatti che, come dichiarato dal GSE, considerando i TEE ancora disponibili sul conto titoli degli operatori e le compensazioni degli obblighi passati non sembrerebbero esserci problemi nel soddisfare la quota minima dell’obbligo per il 2016, appare evidente come il numero dei TEE non sia sufficiente per rispettare il 100% dell’obbligo. In aggiunta si rileva come la crescita degli obblighi sia superiore alla crescita delle emissioni di titoli e di come questo sembri essere lo scenario più probabile anche per il futuro”.

 

I risultati dello studio FIPER evidenziano che lo scenario più verosimile per l’andamento futuro del mercato dei certificati bianchi appare quello di un mercato corto e di un’aspettativa di generale incertezza da parte degli operatori legata a delle criticità che attualmente caratterizzano il loro mercato: discrezionalità e incertezza normativa congiunte a un’asimmetria informativa tra i soggetti coinvolti.

Lo studio conclude che, per far fronte a un inasprimento del mercato corto con ulteriore rialzo dei prezzi dei TEE, la ricetta auspicabile sarebbe intervenire tempestivamente per riequilibrare il mercato o attraverso un incremento dell’offerta dei TEE o riducendo gli obblighi per i soggetti obbligati.

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