Terna: con l’ora legale l’Italia ha risparmiato 400mila MWh

Con il ritorno dell’ora solare, il gestore della rete nazionale di trasmissione tira le somme e spiega: con lo spostamento delle lancette il paese ha risparmiato 66 milioni di euro.

ora legale
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(Rinnovabili.it) – Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre l’ora legale lascerà il passo a quella solare. A partire dalle 3 di mattina, tutte le lancette torneranno (o dovranno tornare) indietro di 60 minuti, così come succede ormai da più di mezzo secolo. Adottata in Italia come misura di guerra nel 1916, l’ora legale è entrata stabilmente nella legge nazionale ben 54 anni fa, dopo una serie di abolizioni e ripristini legati al periodo bellico. Oggi l’operazione resiste ancora ma il 2021 potrebbe essere un anno decisivo per la sua sopravvivenza nel Belpaese e nel resto dell’Europa.

Nel 2018, infatti, in risposta ad un’iniziativa dei cittadini, il Parlamento ha chiesto alla Commissione UE di rivalutare la direttiva sull’ora legale, il provvedimento che a partire dal 2001 ha reso obbligatorio per tutti gli Stati membri lo spostamento avanti delle lancette dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.

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Con ben 4,6 milioni di risposte ricevute e un 84% di pareri favorevoli alla fine ai cambiamenti di orario, Bruxelles si è vista costretta a presentare un aggiornamento normativo in cui si proponeva l’abbandono dell’ora legale a partire dal 2019. I problemi sono arrivati quando la nuova direttiva è arrivata ai legislatori comunitari. Se da un lato il Parlamento europeo ha approvato facilmente la proposta dell’esecutivo limitandosi a spostare la deadline al 2021, dall’altro il Consiglio non è riuscito a chiudere la questione. A dicembre 2019 gli ambasciatori degli Stati Membri non avevano ancora raggiunto una posizione comune sull’argomento. 

Per ora tutto è rimandato alle decisioni nazionali: il prossimo anno ogni Paese dovrà decidere se adottare per l’intero anno l’ora legale oppure quella solare. Dal canto suo, l’Italia non ha ancora scelto. Nell’autunno 2019, il governo Conte aveva espresso il suo dissenso all’abolizione, depositando a Bruxelles una richiesta formale di mantenimento della situazione attuale, convinto dei benefici economici legati al passaggio.

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Benefici che oggi Terna torna ad elencare in un breve nota stampa. Secondo i dati dell’operatore di rete, nei 7 mesi di ora legale abbiamo risparmiato complessivamente 400mila MWh di elettricità, pari al consumo medio annuo di circa 150 mila famiglie. Il taglio si è tradotto in un beneficio economico per il sistema di 66 milioni di euro. Impatti positivi anche in termini di sostenibilità ambientale, con 205 mila tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera. Dal 2004 al 2020, inoltre, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10 miliardi di kilowattora e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.

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