Elementi 42: uno sguardo al futuro dell’energia

Pubblicato l’ultimo numero di Elementi, il periodico del GSE. Tra gli Interventi quello di Ignazio Abrignani, Presidente dell’Associazione dei parlamentari per lo Sviluppo sostenibile

Elementi 42

(Rinnnovabili.it) – Come sarà il futuro dell’energia italiana? A rispondere è Elementi 42 (leggi online), l’ultima uscita del periodico pubblicato dal GSE. Il nuovo numero affronta, come di consueto, i  temi più urgenti del settore energetico, europeo e internazionale, attraverso interventi di personalità di primo piano della politica, economia e industria.

 

Dalle disposizioni comunitarie per il 2030 all’elettrificazione dei consumi, dai prosumer “celebri” al mercato elettrico nazionale, Elementi 42 restituisce l’immagine di un panorama energetico in pieno mutamento. Uno degli elementi al centro di questa transizione è in maniera indiscutibile l’energia pulita, tema che fa da perno anche all’intervento di Ignazio Abrignani, Presidente dell’Associazione dei parlamentari per lo Sviluppo sostenibile e vice Presidente della Commissione Attività produttive della Camera. Dalle pagine dell’house organ del gruppo Gestore dei Servizi Energetici, Abrignani parla dell’importanza della geotermia, “un’energia che si svilupperà nel nostro Paese con infrastrutture e tecnologia italiana”. I riflettori sono puntati su una precisa scelta tecnologica “quella ‘a emissioni zero’, assolutamente non inquinante”, innovazione che permette di re-iniettare tutte le emissioni e i gas incondensabili nello stesso serbatoio geotermico di provenienza, alzando dunque l’asticella dell’attenzione ambientale.

 

L’Italia può crescere anche nell’eolico, una fonte “assolutamente da perseguire e sviluppare ulteriormente – spiega Abrignani -, ma un aspetto fondamentale è quello del repowering, però dovremmo lavorare su sburocratizzazione e semplificazione degli iter autorizzativi”. Quanto all’eolico offshore, Abrignani sottolinea la necessità di “realizzare un’incentivazione con una forma di detrazione fiscale molto forte, agendo comunque anche su altre forme di incentivazione”, per venire incontro a quel gap di costi che ancora caratterizza la tecnologia. Abrignani ha poi evidenziato l’importanza di arrivare presto a creare una strategia energetica europea sulla quale puntare altrimenti, dice “se ognuno fa solo il proprio, noi rischieremo sempre di rimetterci”.

 

Gli altri interventi in Elementi 42

Claudia Canevari Efficienza energetica: più posti di lavoro, meno gas e combustibili fossili

Mons. Rafael G. de la Serrana Villalobos Il Vaticano? Sarà uno Stato a zero emissioni

Simone Mori Decarbonizzare la generazione elettrica

Oscar Farinetti I contadini saranno i nostri maestri

Luca Cosentino Eni Energy Solution, nel 2018 il primo kWh fotovoltaico

Massimo Bello Liberalizzazione 2019, attenti all’effetto trascinamento

Stefano Besseghini Cambiamenti climatici? C’è Mission Innovation

 

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