Aste rinnovabili spagnole, prima dell’estate in gara 3GW

Dopo il successo della prima gara, Madrid annuncia il secondo round promettendo un prezzo minimo più basso per venire incontro alle richieste del settore solare

Aste rinnovabili spagnole

(Rinnovabili.it) – Tutto è pronto per le nuove aste rinnovabili spagnole. Il primo ministro Mariano Rajoy ha annunciato che il nuovo round si terrà questo stesso anno, poco prima dell’inizio dell’estate. In gara ci sono altri 3 GW di progetti da selezionare sempre secondo gli stessi parametri “tecnologicamenti neutrali”. Un’etichetta che dovrebbe, almeno in teoria, garantire la possibilità di competere per quel contingente di potenza a qualsiasi tipologia di impianto, dall’eolico al fotovoltaico, passando per biomasse e geotermia. In altre parole a imporsi dovrebbero essere semplicemente le tecnologie più convenienti. Ma uno sguardo alla gara appena conclusa fa capire che di vincitore poterebbe essercene solo uno.

 

Il successo delle aste rinnovabili spagnole

Le prime aste rinnovabili spagnole di quest’anno si sono chiuse solo la scorsa settimana dopo aver ricevuto offerte tre volte superiori alla potenza messa in palio e assegnando praticamente quasi l’intero contingente all’eolico: i progetti di wind farm si sono aggiudicati più di 2,9 GW sui 3 totali, con una tariffa media di 42 euro/MWh. Il Ministero dell’Energia ha anche confermato che tutte le proposte vincenti sono state fatte a “sconto pieno”, ossia, come nel caso dell’eolico offshore tedesco, gli operatori hanno rinunciato agli incentivi, accettando di ricevere solo il prezzo all’ingrosso per l’elettricità generata. La spagnola Forestalia ha avuto la meglio, vincendo ben 1,2 GW di progetti che saranno tutti marchiati dalle turbine della GE. Enel Green Power e Gas Natural si sono aggiudicati rispettivamente 540 MW e 667 MW, mentre a Gamesa, ora di proprietà di Siemens, sono andati 206 MW.

 

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Il risultato ha lasciato profondamente deluso il settore fotovoltaico che aveva segnalato da subito l’assetto “discriminatorio” della gara nei confronti della tecnologia solare. Il problema? Un “floor price”, o prezzo minimo, per le offerte troppo alto che, in caso di parità, premia i progetti con più ore di esercizio. Un campo, quello delle ore di lavoro, in cui il fotovoltaico non può ovviamente vincere sull’eolico. Il Governo ha promesso di abbassare ulteriormente il floor price, mossa che consentirebbe al fotovoltaico di essere più competitivo. Se il taglio non dovesse essere così incisivo però, il vento potrebbe ancora avere la meglio. La cifra esatta del prezzo minimo si conoscerà solo al momento della gara.

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