Hypsos: la Germania lancia la rete dell’idrogeno da rinnovabili

Promosso dal governo federale e dallo Stato di Sassonia-Anhalt, il progetto incoraggerà la produzione di idrogeno da rinnovabili come sistema di sviluppo territoriale

 

idrogeno da rinnovabili

 

(Rinnovabili.it) – Produrre idrogeno con il surplus elettrico dei parchi eolici, delle centrali fotovoltaiche e degli impianti a biogas per realizzare un efficace sistema di energy storage o rifornire l’industria chimica. In una sola parola: Hypsos. È questo, infatti, il nome del nuovo progetto tedesco dedicato all’idrogeno da rinnovabili, che ha creato in questi mesi una rete di aziende e istituti di ricerca focalizzati su quest’obiettivo. Acronimo di Hydrogen Power Storage & Solutions East Germany, Hypsos è promosso dal governo federale e dallo Stato di Sassonia-Anhalt.

 

L’iniziativa rappresenta uno dei dieci progetti tedeschi approvati nel quadro del programma “Zwanzig20 – Partenariato per l’innovazione” da parte del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca. Il Programma è nato per sostenere l’innovazione nelle regioni est del Paese favorendo una cooperazione trans-regionale e inter-disciplinare. In questo senso Hypos è stato creato per unire diverse realtà del mondo dell’energia e della chimica, dall’industria all’università, al fine di incoraggiare la produzione di idrogeno da rinnovabili come sistema di sviluppo territoriale.

 

>>Leggi anche: Il primo treno a idrogeno viaggia in Germania<<

 

La Sassonia-Anhalt è una delle regioni pioniere in Germania per quanto riguarda lo sviluppo dell’energia pulita, in particolare eolico, biomasse e solare. Tuttavia il 50% di questa produzione è venduta fuori del länder come capacità in eccesso.

Il progetto sta tentando di testare una soluzione alternativa alla rivendita del surplus. Il vettore verrebbe prodotto mediante impianti elettrolitici centrali alimentati dalle diverse unità rinnovabili sul territorio. Potrebbe quindi essere utilizzato come unità di accumulo o trasportato tramite gasdotti esistenti ai diversi consumatori finali, come ad esempio l’industria chimica. “L’H2 può essere utilizzato come prodotto chimico di base” spiegano i ricercatori. “Materie plastiche, combustibili e una serie pre-prodotti per l’industria cosmetica possono essere ottenuti a partire da esso”. Combinando i diversi know how e d esperienze, i partner di Hypos sperano di produrre idrogeno “verde” in maniera economica e sicura a partire dal 2020, posando la prima pietra per applicazioni su larga scala.

>>Leggi: Idrogeno da rinnovabili più vicino con il catalizzatore impermeabile<<

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui