Dopo lo stop delle aste, questa primavera, il governo olandese annuncia nuove risorse per incentivare la realizzazione di impianti eolici in mare, e misure per stabilizzare investimenti e domanda

I parchi eolici offshore in Olanda riconquistano spazio nella strategia energetica del Paese. Il governo ha annunciato che nel 2026 metterà a disposizione quasi 1 miliardo di euro di sussidi per la realizzazione di nuovi impianti, puntando ad una capacità complessiva di 2 GW.
La decisione arriva dopo lo stop temporaneo alle aste dello scorso maggio, quando i potenziali investitori avevano segnalato l’impossibilità di portare avanti progetti senza un sostegno pubblico, a causa dell’aumento dei costi e delle difficoltà lungo la catena di fornitura. Con questa misura, l’esecutivo intende ridare slancio a un settore che oggi conta già 4,7 GW installati e che punta a crescere fino a 21 GW entro il 2032.
L’iniziativa fa parte dell’“Actieplan windenergie op zee”, il piano d’azione per il settore varato per contrastare il rallentamento del mercato che si sta registrando anche in altri Paesi europei.
Il nuovo Piano d’azione per l’eolico offshore
Il pacchetto di misure lanciato dal governo contiene due direttrici principali: stimolare l’offerta, con nuovi parchi eolici offshore in Olanda, e sostenere la domanda di energia elettrica. Sul primo fronte, oltre alle risorse per i prossimi bandi, il piano introduce strumenti di stabilizzazione dei ricavi come i Contracts for Difference, che permetteranno di compensare i produttori in caso di prezzi bassi e di riversare allo Stato parte degli extra-profitti in caso di tariffe elevate.
Sul fronte della domanda, l’esecutivo ha stanziato 150 milioni di euro per prolungare fino al 2028 la misura di compensazione dei costi indiretti ETS per l’industria, così da mantenere competitivi i prezzi dell’elettricità e favorire l’utilizzo di energia rinnovabile. Secondo il ministro per il Clima e la Crescita verde, Sophie Hermans, queste misure sono necessarie per garantire continuità agli investimenti in un contesto globale segnato da incertezze, inflazione e tassi d’interesse elevati.
Nuove regole per garantire stabilità al settore
Oltre al sostegno diretto ai progetti, l’“Actieplan windenergie op zee” delinea ulteriori strumenti per facilitare lo sviluppo dei parchi eolici offshore in Olanda. Tra questi, la creazione di un fondo di garanzia a supporto dei contratti di lungo termine per l’acquisto di energia, così da rendere più solida la business case degli operatori. Il governo intende inoltre valutare la possibilità di concedere più tempo ai costruttori per completare i parchi, in risposta ai ritardi legati alla complessità logistica e alla disponibilità delle forniture.
È allo studio anche l’integrazione del futuro parco a nord delle Isole Frisone nel grande hub eolico “Doordewind”, con l’obiettivo di aumentare la produzione per turbina e migliorare l’utilizzo delle infrastrutture. Il piano non si limita a misure di breve periodo ma offre anche spunti per le scelte del prossimo esecutivo, chiamato a confermare e rafforzare la traiettoria di crescita dell’eolico offshore.
Parchi eolici offshore in Olanda, motore della transizione
L’impegno sui parchi eolici offshore in Olanda è centrale per ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche e per raggiungere gli obiettivi climatici. Negli ultimi anni la capacità eolica marina del Paese è cresciuta rapidamente, posizionando l’Olanda tra i leader europei nel settore. Tuttavia, le difficoltà che hanno colpito il mercato a livello internazionale – costi in aumento, pressioni finanziarie e incertezze sulla domanda – rischiavano di frenare questa corsa. Con il nuovo piano e il pacchetto di misure presentate, l’Aia mira a garantire che i target al 2032 rimangano alla portata.
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