Procedure di ammodernamento impianti rinnovabili, un nuovo mercato 

Le nuove procedure del permetteranno di sbloccare una produzione di 4 TWh nel breve periodo e fino a 7 TWh su quello medio-lungo

Procedure di ammodernamento impianti rinnovabili

 

I benefici e gli impatti delle nuove procedure di ammodernamento impianti rinnovabili

(Rinnovabili.it) – A fine dicembre 2017, Il GSE ha pubblicato sul proprio sito delle linee guida particolarmente atteso dal settore delle green energy. Parliamo delle procedure di ammodernamento impianti rinnovabili, capitolo clou del documento “Gestione esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici ammessi agli incentivi” (pdf). Nella categoria “Ammodernamento” rientrano tutti quegli interventi di sostituzione dei “componenti principali di generazione”, che – a parità di potenza nominale o con incremento della stessa (entro alcuni limiti) – aumentano la produzione energetica.

 

Perché il regolamento in questione è così importante? Perché, come spiegato ieri da Michelangelo Lafronza, Segretario Generale dell’ANIE Rinnovabili, “Le procedure operative GSE permetteranno la massimizzazione della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e favoriranno il prolungamento della vita utile degli impianti grazie all’impiego della tecnologia più innovativa, offrendo nuove opportunità di investimento per il settore”.

In altre parole: “stesso” impianto, ma maggiore efficienza e vita più lunga. Il tutto mentre si riducono e semplificano gli adempimenti a carico degli operatori.

 

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Per comprendere quali opportunità le procedure di ammodernamento impianti rinnovabili offrano realmente al settore delle fer italiane, Anie Rinnovabili in collaborazione con Anev ed Elettricità Futura ha  organizzato ieri a Roma un convegno d’approfondimento. Uno dei principali elementi emersi durante la giornata, è stata la necessità di avviare un doppio confronto: con le Associazioni da un lato, per risolvere eventuali criticità tecniche e normative, e quello con gli enti locali dall’altro, per condividere tempistiche o opportunità degli interventi.

 

Al convegno ha preso parte anche Elemens con uno studio su benefici e gli impatti delle procedure operative. Tommaso Barbetti di Elemens ha spiegato che le procedure del GSE apriranno un nuovo mercato, fino ad oggi bloccato, grazie al quale si potranno produrre 4 TWh aggiuntivi nel breve periodo e fino a 7 TWh in quello medio-lungo. “Un risultato molto importante in termini di benefici economici e occupazionali per le rinnovabili e in particolare per l’eolico”.

 

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È proprio quest’ultimo settore a fornire il maggior potenziale grazie alla possibilità di interventi di reblading (la sostituzione delle pale), ammodernamento e potenziamento che potrebbero interessare fino a quasi 2 GW di iniziative. Nello scenario Massimo Potenziale dello studio si stimano per il settore eolico comporta investimenti complessivi per 2.121 milioni di euro con ottime ricadute sull’occupazione (fino a 22.000 unità aggiuntive, tuttavia concentrati soprattutto nella fase di realizzazione degli interventi). Inoltre, spiegano gli autori, la bilancia costi/benefici pende fortemente dal lato dei primi (aumento gettito fiscale, riduzione prezzo elettrico, misure compensative verso il territorio), che nei prossimi 24 anni supereranno i costi (incentivazione aggiuntiva – i costi sono per lo più concentrati nei prossimi 5-6 anni) di un valore che potrà arrivare a 9 miliardi di euro.

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