Le rinnovabili elettriche europee e quei record nell’anno del COVID-19

La quota di elettricità generata da fonti rinnovabili nel mix energetico dell’UE ha superato per la prima volta la quota da combustibili fossili. I dati della Commissione Europea

rinnovabili elettriche europee
Foto di enriquelopezgarre da Pixabay

Momentaneo balzo in vanti per le rinnovabili elettriche europee

(Rinnovabili.it) – Nel 2020 le rinnovabili elettriche europee hanno segnato un nuovo record. Complice il forte calo dei consumi e la precedenza nel dispacciamento, le green energy hanno fornito per la prima volta il 39% della produzione elettrica UE. Un punto percentuale in più rispetto alle stime elaborate ad inizio anno dai think tank Ember e Agora Energiewende. I nuovi dati, pubblicati direttamente dalla Commissione europea, confermano il superamento delle energie rinnovabili rispetto combustibili fossili. Ma allo stesso tempo sottolineano come la maggior parte dei fattori che hanno portato al sorpasso siano da considerare “eccezionali”. E sono gli stessi numeri di fine anno a confermarlo. Nonostante le rinnovate restrizioni per contrastare la pandemia applicate da diversi Paesi, il 4° trimestre 2020 ha ri-avvicinato i consumi ai “livelli normali” rispetto ai primi tre trimestri. 

I dati energetici 2020 

La Commissione europea ha racchiuso le sue stime nel nuovo rapporto sul mercato elettrico UE. Il documento conferma che la combinazione dello shock pandemico nella domanda con condizioni meteorologiche favorevoli per le rinnovabili elettriche europee, ha cambiato sostanzialmente la struttura del mix 2020. La produzione energetica da carbone e lignite è diminuita del 22% (-87 TWh); quella nucleare è dell’11% (-79 TWh). Il gas ha subito il colpo minore a causa del suo prezzo favorevole, supportando così il cosiddetto “coal-to-gas switching”. Con il calo dei consumi, la quota elettrica verde nel mix produttivo è salita al 39%. Due punti percentuali in più della quota fossile. Sulla base di stime preliminari, Bruxelles ritiene che l’impronta di carbonio del settore elettrico comunitario sai diminuita del 14% nel 2020.

L’aumento della produzione rinnovabile nell’UE è stato notevolmente aiutato da 29 GW di nuova capacità solare ed eolica installati nel Blocco. Dimostrando, ancora una volta, che la pandemia non ha rallentato in modo significativo l’espansione green energy. Inoltre, con il peggioramento delle prospettive per le tecnologie ad alta intensità di emissioni e l’aumento dei prezzi del carbonio, sono aumentati i programmi di ritiro anticipato degli impianti a carbone. Negli ultimi mesi, quote di emissione più costose, insieme all’aumento dei prezzi del gas, hanno spinto i prezzi all’ingrosso dell’elettricità su molti mercati europei ai livelli di inizio 2019. L’effetto è stato più pronunciato negli Stati membri dipendenti dal carbone e dalla lignite. 

Da notare come l’aumento dei livelli di penetrazione delle rinnovabili, amplificato dal calo dei consumi, abbia raddoppiato i casi di prezzi negativi nell’elettricità, toccando nuovi record nel 2020. Al contrario, i prezzi all’ingrosso sono aumentati sopra i 100 euro al MWh per diverse ore il 9 dicembre tra basse velocità del vento, ridotta disponibilità di capacità dispacciabile e livelli di domanda relativamente elevati durante l’ondata di gelo.

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Il documento riferisce anche che la domanda di veicoli elettrici ha continuato a crescere nell’ultimo trimestre del 2020, con quasi mezzo milione di nuovi mezzi registrati in tutta l’UE. Questa è stata la cifra più alta mai registrata e si è tradotta in una quota di mercato del 17%. Si tratta del valore più alto mai raggiunto, più di due volte superiore a quello della Cina e sei volte sopra quello statunitense.

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