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Commercio USA, tariffe fino al 3403% sui pannelli asiatici

Dopo il giro di vite su quattro Paesi del Sud-Est asiatico, Washington amplia le indagini e coinvolge nuove filiere produttive.

Commercio USA, tariffe fino al 3403% sui pannelli asiatici
I dazi solari negli Stati Uniti su India e Indonesia e Laos – Immagine realizzata con IA

I dazi solari negli Stati Uniti aprono una nuova guerra commerciale?

Nuovo capitolo della guerra dei dazi sui pannelli solari asiatici degli Stati Uniti. Il Dipartimento del Commercio ha annunciato una decisione preliminare sull’imposizione di misure anti-sussidio contro celle e moduli importati da India, Laos e Indonesia. È il primo di due passaggi chiave. Il mese prossimo è attesa una decisione separata sull’eventuale dumping. Le determinazioni finali sono previste entro l’anno.

L’indagine nasce da una petizione presentata nel luglio 2025 dall’Alliance for American Solar Manufacturing and Trade, che riunisce produttori come Hanwha Qcells e First Solar. Secondo l’alleanza, alcune aziende nei tre Paesi avrebbero beneficiato di sussidi pubblici distorsivi e venduto negli Stati Uniti a prezzi inferiori ai costi di produzione. L’obiettivo dichiarato è proteggere miliardi di dollari di investimenti industriali realizzati sul suolo americano.

I dazi solari deli Stati Uniti si estendono a India, Laos e Indonesia

L’estensione delle indagini arriva dopo un anno di misure analoghe contro Cambogia, Malesia, Thailandia e Vietnam. In quei casi il Dipartimento del Commercio ha emesso determinazioni finali positive su dumping e sussidi. Le tariffe definitive hanno raggiunto livelli molto elevati: fino al 125,37% per il dumping in Cambogia e fino al 3.403,96% per i sussidi compensativi. Per il Vietnam le aliquote antidumping sono arrivate al 271,28%, con dazi compensativi fino al 542,64%.

La U.S. International Trade Commission ha confermato che le importazioni hanno causato un danno materiale o una minaccia al settore domestico. Gli ordini sono entrati in vigore a giugno 2025, consentendo alla Customs and Border Protection di riscuotere i diritti all’ingresso.

Secondo la nuova petizione, dopo quelle misure parte della produzione legata a gruppi cinesi si sarebbe spostata verso Indonesia e Laos per aggirare i dazi precedenti. Le aziende indiane sono invece accusate di aver esportato moduli sottocosto.

Il ruolo dell’Alliance for American Solar Manufacturing

L’Alliance for American Solar Manufacturing è una coalizione che include Convalt Energy, First Solar, Meyer Burger, Mission Solar, Qcells, REC Silicon, Swift Solar e Talon PV. Dal 2024 ha promosso più azioni commerciali, sostenendo che pratiche scorrette abbiano generato volatilità e incertezza nel mercato interno.

In una delle dichiarazioni pubbliche, il legale dell’Alliance ha affermato che “queste aziende hanno violato le leggi commerciali inondando il mercato statunitense con pannelli sovvenzionati e venduti a prezzi sleali”. La strategia punta a ricostruire la base manifatturiera nazionale e a ridurre la dipendenza dall’Asia.

I dati della Solar Energy Industries Association indicano che dal 2022 gli investimenti nella produzione statunitense di pannelli hanno superato 100 miliardi di dollari, con una capacità produttiva più che triplicata. Le misure protezionistiche si inseriscono in questo quadro di rilancio industriale.

Il caso Waaree

Parallelamente, la U.S. Customs and Border Protection ha avviato un’indagine ai sensi dell’Enforce and Protect Act contro Waaree Solar Americas. L’accusa è di aver etichettato come indiane celle fotovoltaiche in silicio cristallino di origine cinese per evitare i dazi già in vigore dal caso “Solar 1” del 2012.

Secondo i dati diffusi, nel 2024 sarebbero stati spediti negli Stati Uniti oltre 5,4 milioni di chilogrammi di moduli CSPV, mentre le importazioni statunitensi dall’India sono cresciute di quasi 800% tra il 2022 e il 2024. Le importazioni indiane di celle dalla Cina sarebbero aumentate di oltre 600% nello stesso periodo.

Le autorità doganali hanno avviato la riscossione retroattiva dei dazi dal 20 giugno, data di apertura formale dell’indagine. La decisione finale è attesa nell’aprile 2026.

Gli effetti economici dei dazi solari negli Stati Uniti

Il mercato statunitense vale oltre 15 miliardi di dollari l’anno in importazioni di pannelli, secondo la U.S. Energy Information Administration. Più dell’80% dell’offerta proviene dall’estero, in particolare dall’Asia. L’Indonesia, ad esempio, ha visto le proprie esportazioni fotovoltaiche crescere da 279,6 milioni di dollari nel 2023 a 564 milioni nel 2024, con 684 milioni già nei primi sette mesi del 2025.

L’inasprimento delle misure potrebbe quindi ridefinire le rotte commerciali e incidere sui costi dei moduli per sviluppatori e installatori statunitensi. La sfida per Washington è bilanciare tutela industriale e obiettivi di diffusione delle rinnovabili.

Le determinazioni finali su India, Laos e Indonesia chiariranno la portata effettiva delle nuove tariffe. Intanto, la politica commerciale resta uno dei principali strumenti con cui gli Stati Uniti stanno modellando la propria transizione energetica.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.