Energia solare per climatizzare i treni indiani

Luce e aria condizionata al 100% rinnovabile all’interno delle carrozze ferroviarie: questo l’obiettivo del nuovo progetto della Integral Coach Factory

Energia solare per climatizzare i treni indiani(Rinnovabili.it) – Gli impressionanti black out che l’India si trova ad affrontare stanno facendo riflettere il Paese. Per una nazione in pieno sviluppo la sicurezza energetica è un punto nevralgico che richiede impegno, ambizione e, in alcuni casi, progetti innovativi, come dimostra l’ultima iniziativa lanciata dalla Integral Coach Factory (ICF), azienda statale produttrice di treni. La società sta collaborando con i ricercatori dell’IIT Madras al fine di progettare carrozze che utilizzino l’energia solare per alimentare i sistemi di aria condizionata e l’illuminazione interna.

 

Il progetto s’inserisce nel più ampio tentativo intrapreso dalle ferrovie indiane, la più grande rete ferroviaria del mondo, di integrare l’uso delle energie rinnovabili e pulite per ridurre la propria dipendenza dai combustibili fossili e dalla rete elettrica. “Abbiamo chiesto all’IIT Madras di trovare nuovi modi per sfruttare l’energia solare e utilizzarla per l’illuminazione delle carrozze e per l’aria condizionata. Il protocollo d’intesa è stato firmato un mese fa e abbiamo già dato il via a discussioni preliminari con i docenti dell’Istituto per lavorare in diverse modalità e sviluppare un modello fattibile che sfrutti l’energia solare sui convogli”, ha spiegato un alto funzionario dell’ICF.

 

Se il progetto, primo nel suo genere in India, avesse successo, le ferrovie potrebbero dire addio ai tradizionali e dispendiosi sistemi di climatizzazione, alleggerendo il carico sulla rete elettrica nazionale. “Dobbiamo ancora capire se i vecchi climatizzatori potranno essere davvero eliminati perché ancora non conosciamo con precisione la misura del potere che si può trarre da pannelli solari e in che misura questa energia possa essere immagazzinata in modo efficace. Queste questioni sono in mano ai progettisti”.