Fotovoltaico in agricoltura, 5 proposte per sviluppo sostenibile

La sinergia tra produzione agricola ed energetica può svolgere un ruolo da moltiplicatore per i benefici della transizione ecologica. A patto di adottare un approccio sostenibile a 360 gradi. Il position paper di Elettricità Futura e Confagricoltura

Fotovoltaico in agricoltura
Foto di Hörbi Brüllmann da Pixabay

Quante tipologie di fotovoltaico in agricoltura esistono?

(Rinnovabili.it) – Il fotovoltaico in agricoltura è uno degli strumenti cardine nel PNRR italiano e del piano di sviluppo delle fonti rinnovabili nazionali. Ma affinché la sinergia fra i due comparti dia quanti più benefici possibili, è giusto puntare alla piena sulla sostenibilità. Il governo vi sta ancora lavorando, nonostante alcune prime misure dedicate l’agrovoltaico appaiono già nel DL Semplificazioni. Ma per indirizzare lo sviluppo in un percorso di crescita virtuosa, Elettricità Futura e Confagricoltura hanno elaborato alcune proposte. Suggerimenti ed esempi di buone pratiche in grado portare benefici sia alla produzione energetica verde italiana che alle imprese agricole.

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Il position paper che le raccoglie, offre un excursus sulle tipologie di installazioni sui cui indirizzare gli investimenti ed eventuali meccanismi di supporto da implementare.

Nel dettaglio le due associazioni individuano 5 tipo di impianto fotovoltaico in agricoltura:

  • su edifici e fabbricati rurali ad uso strumentale; 
  • su bacini idrici; 
  • realizzati nell’ambito di Comunità Energetiche; 
  • su aree produttive; 
  • su aree marginali, abbandonate o degradate.

Come favorire il fotovoltaico nelle aree agricole?

Per il solare su edifici e aree di pertinenza, le due realtà propongono di stabilire un contingente di potenza dedicato nelle gare per aste e registri. O, in alternativa, di estendere la Tariffa onnicomprensiva anche alle installazioni di potenza fino a 500 kW (attualmente prevista fino a 250 kW). Una possibilità potrebbe anche essere prevedere un premio aggiuntivo alla tariffa per gli impianti fotovoltaici integrati su stalle o sulle serre a controllo ambientale. Utile anche la proposta di estendere ai fabbricati rurali ad uso strumentale il credito del Superbonus 110%.

Per gli impianti galleggianti su bacini idrici, le associazioni chiedo che siano ammessi agli incentivi del Decreto FER 1. Per il fotovoltaico in agricoltura realizzato all’interno delle comunità energetiche, una mano potrebbe darla, oltre l’ampliamento del perimetro della comunità, iter autorizzativi specifici caratterizzati da tempistiche ridotte.

Una particolare attenzione viene concessa alle installazioni solari su aree agricole produttive. La proposta oltre a includere i soli impianti agrivoltaici (con moduli sospesi da terra per permettere la coltivazione sottostante), chiede criteri specifici. “I sistemi realizzati dovranno integrarsi con l’attività agricola in modo da non compromettere l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, attraverso soluzioni che garantiscono il minimo impatto sulla struttura dei terreni (es. impianti senza fondazioni in cemento, ecc.)”. inoltre si prone per gli impianti sopra a 1 MW, l’accesso ai meccanismi di aste; per l’agrovoltaico sotto un MW, l’incentivazione mediante tariffa.

Dulcis in fundo, i sistemi fotovoltaici su aree agricole marginali, abbandonate, degradate. Elettricità Futura e Confagricoltura chiedono di identificare tali spazi tramite semplice autodichiarazione da parte dei relativi proprietari. E di includere tali installazioni
nei meccanismi di supporto nazionali.

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