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La Cina accende il solare offshore da record: 1 GW connesso alla rete nello Shandong

Il progetto fotovoltaico offshore Guohua Investment Shandong HG14 da 1 GW, realizzato da CSCEC, ha connesso alla rete tutte e 930 le sue piattaforme.

1 GW di FV sulle acque cinesi: impianto solare offshore più grande al mondo
L’impianto solare offshore più grande al mondo. Credits: cscec.com

Completato HG14, l’impianto fotovoltaico offshore più grande al mondo

La Cina guadagna ancora una volta il primato per il progetto fotovoltaico più grande al mondo. Ma in questo caso non si tratta di un’installazione qualsiasi, bensì di un gigantesco impianto solare offshore da 1 GW: il primo in assoluto ad aver raggiunto una simile scala in mare.

Guohua Investment Shandong HG14 Offshore Project — questo il nome della colossale centrale — si trova al largo delle coste di Dongying, nella provincia orientale dello Shandong, sulle acque del Mar Giallo, e ha concluso da poco le operazioni di connessione alla rete. A darne notizia sono i quotidiani locali, celebrando l’ennesimo traguardo dell’ingegneria nazionale.

Un ambiente sfidante

Sì perché, al di là delle dimensioni, il progetto fotovoltaico offshore HG14 ha dovuto superare diverse sfide tecniche legate alle difficili condizioni ambientali. Il sito di installazione si trova a 8 chilometri dalla costa della baia di Laizhou, nel distretto di Kenli, un luogo dove le temperature invernali possono arrivare anche a meno 10°C; e dal momento che le acque della baia sono poco profonde, anche la temperatura dell’acqua superficiale scende drasticamente portando alla formazione di lastre di ghiaccio.

Non solo. L’inverno porta con sé anche i venti provenienti dalla Siberia che, oltre al semplice stress meccanico sulla struttura, alimentano schizzi e spruzzi di acqua salmastra destinati a congelarsi sulle componenti impiantistiche.

Per capire come il progetto ha affrontato le diverse pressioni ambientali, è necessario tuttavia fare un passo indietro.

Il Guohua Investment Shandong HG14 Offshore Project

L’impianto solare offshore più grande al mondo nasce dalla volontà del gruppo energetico statale China Energy Investment Corporation (CHN Energy) che ha stanziato per l’opera 8 miliardi di yen e affidato risorse e operazioni alla sussidiaria Guohua Energy Investment. La China State Construction Engineering Corporation (CSCEC) è invece l’azienda che ha costruito le piattaforme che accolgono i moduli fotovoltaici: ben 930 banchine ancorate ai fondali tramite pali.

Cosa sappiamo del progetto? Le informazioni tecniche al momento sono ben poche. L’impianto si trova, per l’appunto, a 8 km dalla costa in acque relativamente basse e si estende per oltre 12 km2. Le basse profondità dei fondali (tra 1 e 4 metri) hanno permesso di usare piattaforme di installazione fisse anziché galleggianti. Una scelta che dovrebbe premiare la stabilità strutturale, secondo i progettisti, visti i rischi indotti da ghiaccio e vento.

La Cina accende il solare offshore da record: 1 GW connesso alla rete nello Shandong
Credits: cscec.com

Per i pannelli solari la scelta è ricaduta sui moduli bifacciali TOPCon Tiger Neo di tipo N di JinkoSolar. Queste unità sono dotate di doppio vetro, vetro semi-temperato e incapsulamento POE per resistere all’umidità e alla corrosione da nebbia salina, rendendoli ideali per gestire l’esposizione all’acqua di mare, forti venti e temperature estreme. E migliorando così l’efficienza della produzione energetica. Inoltre l’azienda ha personalizzato i moduli specificamente per le difficili condizioni marine, dimostrando di poter garantire un degrado inferiore del 20% rispetto ai pannelli standard in un periodo di 1,5 anni.

Per trasportare l’elettricità sulla terraferma, il progetto ha impiegato (per la prima volta a livello nazionale) un sistema di cavi sottomarini da 66 kV, collegati a una nuova sottostazione terrestre da 220 kV.

Secondo quanto riportato dai media locali, a pieno regime il progetto HG14 genererà 1,78 milioni di MWh di elettricità all’anno, soddisfacendo il 60% della domanda di elettricità del distretto di Kenli.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori seguendo l'evoluzione dei primi sistemi incentivanti italiani e internazionali e intervistando i pionieri del settore, da Bertrand Piccard a Michael Gratzel. Nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.