PPA rinnovabili aziendali: solo 2 Paesi UE li citano nei Piani 2030

WindEurope: “Molti paesi europei presentano ancora ostacoli ai contratti di acquisto a lungo termine. Vanno rimossi per sbloccare l’enorme potenziale di approvvigionamento verde per le aziende”

ppa rinnovabili aziendali
Foto di Martin Pieske da Pixabay

 

L’importanza dei PPA rinnovabili aziendali nel programma climatico 2030

(Rinnovabili.it) -L’Europa ha fissato un obiettivo comunitario del 32% di rinnovabili nei consumi energetici finali per il 2030. Allo stesso tempo ha sottolineato il potente contributo delle imprese al suo raggiungimento. Secondo un recente studio della Commissione europea, se le compagnie con sede nell’UE si impegnassero a reperire energie rinnovabile per soddisfare almeno il 30% della loro domanda totale di elettricità, non solo il blocco ne beneficerebbe sul fronte della decarbonizzazione ma anche su quello occupazionale e della competitività economica.

 

In questo caso, lo strumento principe per crescere in direzione delle green energy ha un nome preciso: PPA rinnovabili aziendali, i contratti di acquisto d’energia pulita a lungo termine, stretti direttamente tra imprese e produttori energetici. L’utilizzo di questo strumento è aumentato rapidamente in Europa, con accordi di PPA da 7,5 GW siglati negli ultimi cinque anni in 13 Paesi e 1,6 GW di contratti solo nel 2019. Un trend che dovrebbe crescere considerevolmente nel prossimo decennio, soprattutto se si considera che i consumatori industriali e commerciali rappresentano oggi più della metà della domanda energetica dell’Europa.

 

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I governi possono fare la loro parte nel facilitare la firma dei PPA rinnovabili aziendali, rimuovendo gli ostacoli amministrativi e facilitando gli investimenti, così come richiesto dalla nuova Direttiva Comunitaria REDII. Tuttavia sono ancora pochi i passi compiuti in tal senso. Attualmente, solo due dei progetti di piani nazionali per l’energia e il clima per il 2030 menzionano i PPA e nessuno dei risulta conforme alla legislazione concordata.

 

“L’industria e le imprese consumano oggi più della metà dell’elettricità europea. E cercano sempre più di alimentare le loro operazioni con energia verde. Questa è una buona notizia per tutti: si risparmia denaro perché le fonti rinnovabili sono la forma più economica per produrre nuova energia, si riducono le emissioni di CO2, mentre si aumentano i posti di lavoro – ha sottolineato Giles Dickson, CEO di WindEurope – Ma molti paesi europei presentano ancora ostacoli ai contratti PPA. Devono rimuoverli per sbloccare l’enorme potenziale di approvvigionamento verde delle aziende europee”.

Gli fa eco Sam Kimmins, Head of RE100, The Climate Group “Oltre 200 aziende leader hanno aderito all’iniziativa RE100 con l’impegno di fornire elettricità rinnovabile al 100% alle loro operazioni globali – e gran parte di tale domanda è in Europa. Riunendo acquirenti e venditori e chiedendo ai governi di rimuovere gli ostacoli, la nostra piattaforma RE-Source fornisce un servizio vitale per aiutare le aziende a raggiungere le loro ambizioni di energia elettrica rinnovabile in tutto il continente”.

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