Yingli Green Energy e SolarAid illuminano una scuola in Zambia

Yingli Green Energy, assieme a SolarAid e ad altri partner, illumina la scuola Mayukwayukwa a Kaoma, Zambia

NewsImage_19606(Rinnovabili.it) – Yingli Green Energy Holding Company Limited (NYSE: YGE), leader nel settore dell’energia solare e uno dei principali produttori verticalmente integrati al mondo, che commercializza i suoi prodotti con il marchio “Yingli Solar “, annuncia che oggi, assieme a SolarAid, l’Azienda ha illuminato per la prima volta la scuola di Mayukwayukwa a Kaoma, nello Zambia, grazie ad un piccolo impianto fotovoltaico installato sul tetto della nuova scuola costruita grazie all’UNHCR (L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati). Grazie al supporto di partner Yingli come Atama Solar Energy, Kingspan Energy e Solar Roof Systems, il progetto è stato finalmente compiuto.

Nel 2013, Yingli ha raccolto assieme ai suoi partner sopracitati un totale di 24.000 euro donati a SolarAid perché possa usare l’energia fotovoltaica alla scopo di favorire sviluppo ed istruzione in Africa. I fondi raccolti sosterranno direttamente il programma ‘Lighter Learning’ di SolarAid che ha come obiettivo quello di aumentare l’accesso all’educazione per molti bambini che vivono nelle comunità povere in Zambia provvedendo ad illuminare con piccoli sistemi fotovoltaici le classi di 12 scuole in tutto il Paese.

Laura Lo Castro, portavoce dell’UNHCR nello Zambia, ha dichiarato che l’intera organizzazione delle Nazioni Unite riconosce il valore e l’aiuto che il sistema fotovoltaico riesce a dare sul posto, a chi ci lavora, soddisfacendo i bisogni energetici della scuola Mayukwayukwa.

L’UNHCR ha iniziato a costruire qui la scuola nel settembre 2008 per dare l’opportunità di studiare ai molti bambini rifugiati dell’area che non avevano ancora altro luogo in cui farlo. Grazie al sistema fotovoltaico oggi installato, invece, una delle aule più grandi della Mayukwayukwa High School viene illuminata anche di sera, così come l’ufficio degli insegnanti e il dormitorio circostante, e i bambini possono studiare in maniera sicura anche a fine giornata. Il nuovo sistema fotovoltaico serve anche a ricaricare i telefoni cellulari così che la comunità non è più costretta a percorrere distanze anche molto lunghe per raggiungere una stazione per ricaricarli.

Mayukwayukwa è uno dei primi campi profughi che qui, nel 1966, si è insediato durante una tregua della guerra civile di 27 anni in Angola, 300 km ad Ovest della capitale Lusaka. Il campo attualmente ospita circa 15.000 rifugiati di cui, molti di essi, non conoscono altra casa se non il campo perché lì vi sono nati.

“Qui all’UNHCR apprezziamo molto la donazione fatta da Yingli Green Energy e dai suoi partner tramite SolarAid. Siamo certi che i rifugiati e l’intera comunità che li ospita trarranno beneficio da questa nuova scuola, favorendo l’integrazione e la coesistenza pacifica” ha commentato Lo Castro.

“Il piccolo impianto che Yingli e i suoi partner ci hanno donato, permetterà all’intera comunità, agli insegnanti e ad almeno 600 piccoli studenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni di usufruire di un’illuminazione energetica ecologica e sicura. Yingli e i suoi partner, inoltre, con i propri fondi, consentono a SolarAid di distribuire lampade solare in molte altre scuole africane affinché studenti e insegnanti possano aumentare le ore di studio e di insegnamento anche nelle ore buie, migliorando il livello medio di alfabetizzazione di queste comunità e riducendo, allo stesso tempo, la dipendenza dalle lampade al kerosene, costose, pericolose, inquinanti”, ha aggiunto Richard Turner, Chief Fundraiser di SolarAid.

“Siamo felici di apprendere che centinaia di studenti e di insegnanti possono ora studiare più a lungo ed estendere la durata delle proprie attività quotidiane anche nelle ore serali grazie alla luce del sole”, ha commentato Liansheng Miao, CEO di Yingli Green Energy. “Il supporto che offriamo assieme ai nostri partner al programma ‘Lighter Learning’ ci rende orgogliosi e fiduciosi. Portare energia pulita e sicura presso le comunità africane più povere, rappresenta un passo in avanti nella realizzazione di un futuro migliore e più luminoso per tutte quelle famiglie e quegli studenti che vivono senza elettricità.”

Solo il 9% della popolazione africana che risiede nella zona sub-sahariana è raggiunta dall’energia elettrica, il resto arriva a spendere anche fino al 25% dei propri profitti nell’acquisto di lampade al kerosene tossico per provvedere all’illuminazione delle proprie case. Obiettivo di SolarAid è quello di eliminare il più possibile le lampade al kerosene dal continente africano entro il 2020, cercando di garantire a circa 110 milioni di famiglie sistemi di illuminazione meno inquinanti e più sicuri per la salute.”