Free: in Destinazione Italia il nuovo ricatto alle rinnovabili

Zorzoli: “Il Governo dice di ridurre il costo delle bollette, ma di fatto mette il cappio alle imprese che hanno investito nelle rinnovabili”

Free: in Destinazione Italia il nuovo ricatto alle rinnovabili(Rinnovabili.it) – Spalmare gli incentivi alle energie rinnovabili per abbassare il costo delle bollette elettriche non è la strada da perseguire. Lo ripetono da tempo le associazioni di settore, che all’indomani della approvazione del decreto di attuazione del piano Destinazione Italia tornano a far sentire la propria voce compatta e a criticare quello che definiscono il nuovo cappio all’industria dell’energia pulita italiana.

Il Coordinamento Free e l’Anev, attraverso una nota stampa congiunta, contestano il provvedimento contenuto nel decreto che permette ai produttori di energia di fronte rinnovabile di accettare una riduzione della tariffa di fronte ad un aumento del periodo incentivante. “Non c’è giorno in cui non si attacchino le fonti rinnovabili, cambiando le regole mentre la partita è in gioco”, commenta G.B. Zorzoli, portavoce del Coordinamento Free. “Il Governo dice di ridurre il costo delle bollette, ma di fatto mette il cappio alle imprese che hanno investito nelle rinnovabili. Di fatto le aziende del settore sono di fronte ad un ricatto: se vogliono innovare gli impianti nel tempo devono per forza aderire al piano di allungamento degli incentivi nel tempo”.

 

Il coordinamento, che racchiude al suo interno 35 associazioni del settore rinnovabili ed efficienza energetica, ha presentato da tempo al governo delle proposte dedicate alla riduzione degli oneri in bolletta, proposte che non penalizzino le fonti energetiche pulite ma che a tutt’oggi risultano inascoltate. “Si tratta dell’ennesimo ricatto – aggiunge Simone Togni, Presidente di ANEV – per gli operatori eolici, già fortemente penalizzati dalle recenti tasse introdotte, Imu, Robin Tax, oltre che colpiti dai tagli retroattivi degli incentivi e dai farraginosi e penalizzanti meccanismi delle aste e dei registri che non stanno funzionando come previsto. Tale provvedimento rappresenta, se non modificato, un colpo all’industria italiana dell’eolico che fino ad oggi ha portato crescita e occupazione al Paese e che ha tutti i margini per portare ancora benefici all’economia italiana”.