Gas russo, allarme dell’Austria: forniture giù del 25%

Vienna preoccupata per un calo improvviso dei flussi di gas. Chieste spiegazioni a Gazprom. Anche l’Italia registra un picco negativo.

Gas russo allarme dell’Austria forniture giù del 25 300(Rinnovabili.it) – Da Vienna l’allarme forniture di gas risuona in tutta Europa. La Russia ha infatti ridotto i flussi del 25% venerdì e del 20% sabato. Martin Graf, il direttore esecutivo dell’authority austriaca dei mercati energetici, E-Control, spiega che in questo periodo dell’anno, un ribasso del 10-15% una tantum è normale. Non lo è invece un calo come quello registratosi nel weekend.

 

Gli austriaci hanno chiesto spiegazioni, ma Gazprom non ha ancora risposto. Quello che sta succedendo interessa anche e soprattutto l’Italia, visto che i gasdotti tramite i quali il nostro Paese si rifornisce transitano proprio dall’Austria. Le prime ricadute si sono già viste, infatti, anche da questa parte delle Alpi: sabato 20 settembre c’è stato un picco negativo a Tarvisio – confine con l’Austria – del 27,7% in meno rispetto al giorno prima. Domenica è andata anche peggio, dato che si è scesi di un ulteriore 24,5%. Per adesso l’Italia è solo l’ultima tessera di un domino che ha preso a cadere un paio di settimane fa, con l’allarme prima della Polonia, poi della Slovacchia. Ma invece di preoccuparsi per tempo, in Europa si è pensato che Putin volesse soltanto mettere paura a quei paesi che stanno rivendendo il gas russo all’Ucraina. Da ormai tre mesi, infatti, Gazprom ha chiuso i rubinetti verso il Paese, che per l’approvvigionamento ha dovuto rivolgersi altrove, bussando alla porta dei vicini. Ma non si trattava di un tentativo isolato di intimidazione, perché da settembre la stessa sorte sta toccando l’Europa centro-meridionale.

 

La situazione non è ancora preoccupante, secondo quanto ha fatto sapere il direttore di E-Control, Martin Graf. Almeno finché gli eventi non dovessero precipitare. Stesso discorso per l’Italia: le riserve al momento sono piene, con gli stoccaggi al 90% del totale. Un fatto che, in vista dell’inverno, rassicura un poco. Ma non lascia certo dormire sonni tranquilli.

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