Restauro da 21° secolo grazie alla stampa 3D

    La stampa 3D sbarca nel mondo dei restauri storici grazie all’intervento che ha permesso di ristrutturare le migliaia di mattoni che compongono un celebre edificio dell’architetto Frank Lloyd Wright

    Stampa 3D 3(Rinnovabili.it) – Tra le novità offerte dal 21° secolo, la stampa 3D occupa molto probabilmente uno dei primi posti in tema di architettura. Tra le infinite possibilità offerte da questo innovativa tecnologia oggi c’è anche il restauro di edifici storici.

     

    La protagonista è la Annie Pfeiffer Chapel, la chiesa costruita in Florida dal famoso architetto Frank Lloyd Wright, celebre progettista anche del Museo Guggenheim di New York. Costruita tra gli anni ’40 e ’50, la Pfeiffer Chapel mostra sulla sua struttura numerosi danni provocati dal tempo, dalle intemperie e da un vecchio restauro fallito. A pagarne le spese sono stati soprattutto i particolarissimi blocchi di cemento che costituiscono l’involucro esterno, elementi unici singolarmente progettati dall’architetto e realizzati artigianalmente. Essendo andati perduti gli stampi originali dei blocchi tessili, restaurare l’involucro esterno si prospettava come un compito arduo e soprattutto proibitivo a livello economico.

     

    Stampa 3D 2

     

    E’ qui che è entrata in gioco la stampa 3D. Grazie a due sovvenzioni nazionali del valore di circa $ 85.000, è stato possibile realizzare una stampante in grado di “leggere” il tessuto dei blocchi di cemento, riproducendo fedelmente degli stampi in plastica per ogni singolo elemento murario, all’interno dei quali colare il getto di calcestruzzo.

    Anziché stampare i singoli blocchi, cosa che avrebbe richiesto una spesa non indifferente, i restauratori hanno perciò realizzato solo gli stampi, finalizzando a mano semplicemente alcuni dettagli.

     Stampa 3D 1

     

    Il restauro della Pfeiffer Chapel è tutt’ora in corso e servirà da progetto pilota per indagare il ruolo che potrebbe ricoprire la stampa 3D nei restauri storici.

    Gli esperimenti condotti sino ad oggi e che hanno visto protagonista la stampa 3D, ne hanno sicuramente dimostrato l’efficacia sia per quanto riguarda il risparmio di tempo che per la diminuzione delle materie prime  necessaria, portando quasi a zero gli scarti dovuti alla produzione degli elementi architettonici. Tra i progetti più interessanti occupa sicuramente uno dei primi posti la 3D Print Canal House, un vero e proprio condominio stampato che sarà completato entro pochi anni lungo le sponde di uno dei canali di Amsterdam.

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