Con meno burocrazia e più incentivi l'Italia potrebbe usufruire del potenziale geotermico del paese aumentando la produzione di elettricità e calore ad emissioni zero

“L’Italia è ancora lontana dal resto d’Europa – ha affermato invece Walter Grassi, Presidente dell’ UGI – e dai livelli registrati nel Sud America. Nel nostro Paese è poco diffuso l’utilizzo della geotermia a bassa entalpia cioè del sistema di impianti di climatizzazione con pompe di calore geotermiche. Il gap è derivato da un ritardo nella conoscenza della tecnologia da parte di professionisti e operatori e dalla mancanza di un quadro di riferimento normativo e autorizzativo nazionale e regionale. In questo contesto gli operatori del settore attendono l’emanazione del decreto ministeriale attuativo del D.Lgs. 28/2011 che deve indicare le prescrizioni per la posa in opera degli impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, ovvero sonde geotermiche, destinati al riscaldamento e alla climatizzazione di edifici, e individuare i casi in cui si applica la procedura abilitativa semplificata (PAS) di cui all’art. 6 del Dlgs. n. 28/2011. Il documento congiunto vuole rappresentare un riferimento per l’emanazione di tale decreto che deve essere emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di intesa con la Conferenza unificata”.











