Tre anni dopo l’apocalisse di Fukushima, il governo decide di riaccendere una centrale nucleare considerati “sicuri”

«Questo processo è profondamente insicuro – protesta Seiichi Tabata, sindaco di Ichikikushikino, cittadina a soli 5 km da Satsumasendai – Se dovesse capitare un nuovo incidente, ci troveremmo a fronteggiare gli stessi rischi che toccherebbero a loro, senza tuttavia nessuna compensazione».
La città e l’amministrazione, infatti, non sono state coinvolte nelle consultazioni per il riavvio dei reattori. Più di metà dei 30 mila residenti di Ichikikushikino ha firmato una petizione per dirsi contraria alla decisione governativa, mentre Hioki, altra città limitrofa di 50 mila abitanti, ha chiesto anch’essa di entrare nelle consultazioni. Ma il governatore di Kagoshima Yuichiro Ito ha rifiutato, limitando il processo alla prefettura e alla cittadina che ospita i reattori. Sembra dunque che entro dicembre verrà indetto un voto popolare per la riaccensione dell’impianto che, nonostante l’opposizione di buona parte dei vicini, sembra sia destinato a ripartire.











