Rinnovabili • Economia verde nel Sudest asiatico: 430 mld di dollari entro il 2030 Rinnovabili • Economia verde nel Sudest asiatico: 430 mld di dollari entro il 2030

Domanda di energia del Sudest asiatico per data center ed EV crescerà di 100 TWh in 4 anni

Le decisioni che i Governi prenderanno nei prossimi 24-36 mesi stabiliranno se la regione sarà in grado di sbloccare ulteriori 80 miliardi di dollari di investimenti entro il 2030.

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Economia verde nel Sudest asiatico: 430 mld di dollari entro il 2030
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L’economia verde del Sudest asiatico potrebbe arrivare a valere 430 miliardi di dollari entro il 2030

L’economia verde del Sudest asiatico vale 290 miliardi di dollari ed è sulla buona strada per arrivare a 430 miliardi di dollari entro il 2030. In base a un rapporto pubblicato da Bain & Company e Standard Chartered, si prevede che la domanda di energia per i parchi industriali verdi, i data center e i veicoli elettrici nella regione aumenterà di oltre 100 terawattora (TWh) nei prossimi tre o quattro anni.

Trainata dal boom dei veicoli elettrici, dall’espansione dei data center legati all’intelligenza artificiale e dalla modernizzazione dei poli industriali, la transizione ecologica della regione attrae sempre più capitali. Tuttavia, dietro le grandi potenzialità, emergono profonde crepe strutturali che rischiano di frenare il processo.

Secondo il rapporto intitolato Southeast Asia’s Green Economy Report del 2026, la domanda proveniente da tali settori richiederà investimenti per oltre 200 miliardi di dollari. Più della metà della cifra riguarderà i data center, con la quasi totalità degli operatori disposta a pagare un sovrapprezzo pur di evitare ritardi nell’allacciamento alla rete elettrica.

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Il paradosso dei capitali: l’ostacolo è la conversione

Il dato più allarmante che emerge dall’analisi macroeconomica non riguarda la disponibilità di fondi, ma la reale capacità dei sistemi nazionali di assorbirli e trasformarli in infrastrutture. Negli ultimi anni, i Governi e i consorzi privati della regione hanno annunciato importanti piani di investimento. Eppure, il rapporto avverte: alle condizioni attuali, solo il 60% circa dei 540 miliardi di dollari di spesa verde annunciati nelle catene del valore dell’energia e dei veicoli elettrici della regione tra oggi e il 2030 si trova su un percorso di attuazione credibile.

Dunque, quasi il 40% degli investimenti rischia di rimanere su carta, bloccato in un limbo burocratico e strutturale. Il problema non è più mobilitare il capitale, spiegano gli analisti, ma garantire che le architetture di mercato e le reti locali tengano il passo con gli impegni finanziari presi.

Economia verde nel Sudest asiatico: ostacoli strutturali

L’analisi di Bain & Company e Standard Chartered evidenzia anche che negli ultimi anni, intorno al 50-60% dei progetti di energia rinnovabile in Vietnam, Thailandia e Indonesia è stato cancellato a causa di vincoli di sistema.

Le ragioni di questa ecatombe di progetti sono da ricercarsi in un mix letale di inefficienze amministrative e incertezze regolatorie. Tra i fattori principali figurano strutture poco chiare per gli accordi di acquisto di energia (PPA), che rendono i progetti non bancabili per gli investitori internazionali, problemi nell’ottenimento dei permessi e regole farraginose per la connessione alla rete elettrica. La paralisi autorizzativa e regolatoria frena la transizione energetica dell’area ASEAN e spreca occasioni di sviluppo proprio nel momento di massima domanda di energia pulita.

Il nodo della rete elettrica

Il principale ostacolo alla crescita è la rete di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La domanda di energia si espande a una velocità che i sistemi di trasmissione nazionali non sono minimamente in grado di sostenere. In base alle stime del report, la crescita della domanda di energia nel Sudest asiatico supererà il ritmo di adeguamento della rete, poiché si stima un deficit annuale di 18 miliardi di dollari negli investimenti per la rete da qui al 2035.

Il deficit infrastrutturale genera un pericoloso disallineamento temporale: mentre la domanda proveniente da settori iper-tecnologici come i data center e l’automotive elettrico si materializza in un arco di tempo compreso tra uno e tre anni (spinta dalla necessità delle multinazionali di catturare l’onda dell’IA), la costruzione e il potenziamento delle reti elettriche richiedono invece tra i 5 e i 15 anni. Il divario cronologico ha reso la rete elettrica in un vincolo stringente, che determina in misura sempre maggiore dove i capitali decidono di fermarsi o se, al contrario, preferiscono migrare verso altri quadranti geografici. Infatti, la quasi la totalità degli operatori di data center si dica oggi disposta a pagare un forte sovrapprezzo sulle tariffe pur di evitare ritardi nell’allacciamento alla rete.

Un cambio di paradigma: sicurezza e crescita prima della sostenibilità

In un mondo segnato da frammentazione politica e tensioni geopolitiche, la sicurezza energetica e la crescita economica hanno assunto la priorità assoluta rispetto alla pura sostenibilità ambientale.

Per il Sud-est asiatico la finestra temporale per agire è strettissima: le decisioni che i Governi prenderanno nei prossimi 24-36 mesi stabiliranno se la regione sarà in grado di sbloccare ulteriori 80 miliardi di dollari di investimenti entro il 2030, consolidando un vantaggio industriale duraturo (soprattutto nella filiera dei veicoli elettrici, dove oggi cattura appena il 2% della produzione globale).

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.