Rinnovabili: la trasformazione energetica è portata di mano

Trasformazione dei sistemi di potenza è necessaria per garantire la flessibilità su lungo termine. Un compito però più facile per alcuni mercati rispetto agli altri

Rinnovabili: la trasformazione energetica è portata di mano(Rinnovabili.it) – I sistemi di alimentazione possono rimanere affidabili e convenienti pur sostenendo quote elevate di rinnovabili come l’energia solare e fotovoltaica. Come? A rispondere ci pensa l’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’Energia The Power of Transformation – Wind, Sun and the Economics of Flexible Power Systems. Lo studio affronta i problemi relativi alla rapida crescita delle fonti discontinue e conferma che l’integrazione di quote elevate – vale a dire, il 30 per cento della produzione elettrica annuale o più – di eolico e fotovoltaico nei sistemi d’alimentazione possa avvenire ad un costo aggiuntivo contenuto nel lungo termine. Tuttavia, i costi dipendono inevitabilmente da quanto è già flessibile l’infrastruttura energetica e dalle singole strategie nazionali per assicurare tale flessibilità. “Integrare elevate quote di energie rinnovabili variabili trasformerà davvero i nostri sistemi di alimentazione,” ha commentato il direttore esecutivo dell’AIE Maria van der Hoeven, durante la presentazione del rapporto.

Questa nuova analisi prevede un cambiamento di prospettiva.  – ha continuato il capo dell’Agenzia – Nel metodo classico, le rinnovabili discontinue vengono aggiunte ad un sistema esistente senza considerare tutte le opzioni disponibili per adeguarle nel suo complesso. Questo approccio non coglie il punto. L’integrazione non è semplicemente l’aggiungere energia eolica e solare nella parte superiore del ‘business as usual’. Dobbiamo trasformare il sistema nel suo insieme per rendere tutto ciò redditizio”. Attualmente, queste due fonti rendono conto quasi del 3 per cento della produzione elettrica mondiale, ma alcuni paesi dispongono già di quote molto elevate: in Italia, Germania, Irlanda, Spagna, Portogallo e Danimarca, eolico e fotovoltaico rappresentano dal 10 a oltre il 30 per cento della produzione elettrica.

Il rapporto sostiene che per ogni paese, l’integrazione del 5-10 per cento della produzione di sole e vento, non dovrebbe avere di fronte a sé grosse sfide tecniche o economiche, purché siano soddisfatte tre condizioni: che siano evitati “punti caldi” locali di distribuzione non controllati, che le fonti rinnovabili contribuiscano a stabilizzare la rete quando necessario, e che le previsioni su fotovoltaico ed eolico vengano utilizzate in modo efficace. Per quote superiori al 30 per cento sarà richiesta invece una trasformazione del sistema, basta su un solido supporto finanziario e su un miglioramento dei sistemi giorno per giorno.