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Saturazione virtuale della rete, Pichetto firma il decreto ministeriale

Definite le tempistiche per l’elaborazione delle Microzone della Rete Trasmittente Nazionale da parte di Terna

Saturazione virtuale della rete, Pichetto firma il decreto ministeriale
Credits: www.rinnovabili.it

C’è la firma ministeriale sull’atteso decreto contro la saturazione virtuale della rete elettrica, il provvedimento che dà attuazione all’articolo 7 del DL Bollette 2026. Ne dà notizia lo stesso dicastero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica definendo l’atto “una riforma strutturale che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia”.

Da “First Come, First Served” a “First permitted, First connected”

Dieci articoli in tutto su cui si gioca la capacità italiana di arginare un problema abbastanza complesso. Nel momento in cui scriviamo infatti le richieste di allaccio alla rete elettrica ad alta e altissima tensione (AAT/AT) per i nuovi impianti rinnovabili hanno abbondantemente superato i 314 GW totali. A queste si aggiungono gli oltre 289 GW delle richieste per i sistemi di accumulo. Un quantitativo enorme che se da un lato supera abbondantemente gli obiettivi 2030 dell’Italia, dall’altro rivela una sproporzione evidente con la loro reale fattibilità. Ed è qui il fulcro della questione: solo una parte delle pratiche presentate porterà allo sviluppo di nuovi impianti.

Molti progetti sono destinati a fermarsi per problemi finanziari, di autorizzazione o quant’altro. Ma poiché nel settore vige ancora la regola “First Come, First Served”, ogni nuova pratica presentata finisce per tenere ‘virtualmente’ impegnata ulteriore capacità di rete, a prescindere dal suo “destino impiantistico”.

Si tratta di un problema storico che si è intensificato negli ultimi anni, nonostante l’obbligo imposto dall’Authority di versare un corrispettivo di “prenotazione” delle capacità di rete, un tentativo di dissuadere la valanga di pratiche.

Il decreto Bollette (DL 20 febbraio 2026, n. 21 convertito con modificazioni dalla L. 10 aprile 2026, n. 49) ha fornito la prima soluzione concreta. Come? Cambiando l’approccio da “First Come, First Served” a “First permitted, First connected”. Ossia priorità di connessione in base all’ordine di autorizzazione.

Il decreto legge ha chiesto a Terna di pubblicare la capacità massima addizionale di rete integrabile per impianti rinnovabili e accumuli (esclusi gli impianti in mare), aggiornandola ogni tre mesi in base a richieste, autorizzazioni e attivazioni. Ed ha incaricato il MASE di definire le regole operative che il TSO dovrà seguire per elaborare tutto ciò.

Il Decreto contro la saturazione virtuale della Rete

Si arriva così alle regole, contenute nel Decreto Ministeriale contro la saturazione virtuale della rete firmato oggi da Gilberto Pichetto Fratin. Il provvedimento, spiega il ministro in una nota stampa, supera “un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili” e introduce “un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile”.

In base alle nuove norme Terna dovrà definire le Microzone della Rete Trasmittente Nazionale (RTN) ossia porzioni infrastrutturali all’interno delle zone di mercato, di dimensione regionale o sub-regionale, che rappresentino i principali limiti tecnici e le congestioni locali nel trasporto dell’energia.

Per ogni Microzona dovrà inoltre stabilire la capacità massima di rete accoglibile garantendo sempre una soglia complessiva pari ad almeno il 150% degli obiettivi al 2030 per impianti FER e di accumulo, al netto della quota gestita dai distributori. Dovrà inoltre definire la cosiddetta Offerta, vale a dire l’insieme delle soluzioni tecniche e dei punti di connessione disponibili – articolati in stalli, sezioni e stazioni – messi a disposizione degli operatori.

Le regole dell’Open Season

L’Offerta resa disponibile tramite l’Open season, una procedura pubblica, trasparente e periodica gestita con cadenza almeno trimestrale attraverso il Portale Terna.

Gli operatori potranno quindi esaminare le opzioni, selezionare la soluzione più adatta e ricevere un’attestazione iniziale, documento abilitante per avviare i procedimenti autorizzativi dell’impianto. Successivamente, il TSO rilascerà il Benestare tecnico sui progetti di connessione (che per le nuove opere di rete presuppone l’ottenimento dei relativi permessi da parte della stessa Terna), la comunicazione che attesta la conformità degli elaborati tecnici delle opere di utenza per la connessione. A partire da questo atto decorreranno formalmente i termini per presentare la domanda di autorizzazione dell’impianto.

Per aggiudicarsi la “Riserva della capacità di rete” definitiva, il richiedente dovrà ottenere il titolo abilitativo per il proprio progetto e comunicarlo tempestivamente a Terna, che di conseguenza assegnerà la capacità seguendo l’ordine cronologico delle comunicazioni.

“Il provvedimento – chiosa il MASE – consentirà dunque di liberare capacità oggi bloccata da richieste di connessione non più coerenti con progetti realmente cantierabili, favorendo l’ingresso di iniziative concrete”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.