C’è anche la firma del Ministro Pichetto nella missiva inviata dall'Alleanza nucleare alla Commissione europea in cui si chiede per la RED IV un obiettivo “flessibile” per “l’energia pulita”

Verso la RED IV iniziando già a protestare
Gli obiettivi 2030 per le rinnovabili europee sono ancora un cantiere aperto, ma la Commissione Europea sta già lavorando sulla direttiva successiva – la RED IV – quella che dovrà traghettare le politiche energetiche del Blocco fino al 2040.
Ma non tutti gli Stati membri sembrano disposti ad accettare nuovi target “vincolati” per le FER, al pari di quanto era già accaduto negli ultimi due decenni. Perlomeno è questa la posizione dei 15 Paesi – Italia compresa – che sotto la guida francese hanno fondato l’Alleanza Nucleare. A margine dell’ultimo Consiglio UE sull’Energia, il ministro italiano Gilberto Pichetto Fratin e gli altri 14 colleghi hanno firmato una missiva indirizzata alla vice-Presidente Esecutiva Teresa Ribera e al commissario per l’energia Dan Jørgensen, chiedendo un approccio ben differente.
Nella lettera, pubblicata in anteprima dal Table.Briefings, si legge: “In vista del prossimo quadro post-2030, chiediamo un quadro energetico flessibile con un obiettivo di energia pulita, che sostenga il raggiungimento di percorsi di decarbonizzazione efficaci in termini di costi attraverso vari vettori energetici, sfruttando appieno l’energia nucleare, l’energia rinnovabile e altre tecnologie a basse emissioni di carbonio per raggiungere questo obiettivo”.
I target 2020 e 2030 delle rinnovabili
Detto in parole più semplici: no ad un ulteriore obbligo sulle fonti rinnovabili, sì ad un impegno più vago su quella che viene definita semplicemente energia pulita; impegno da declinare a piacere del Governo di turno.
Si tratta di un approccio in forte contrasto con quanto fatto finora.
Dal Pacchetto “20-20-20” (con la RED I) a quello “Energia pulita per tutti” (RED II) fino al “Fit for 55” (RED III), l’Unione si è sempre mossa su impegni precisi per le energie rinnovabili. Siamo partiti da un 20% di FER nei consumi comunitari 2020 e dai contributi fissati per ogni Stato (17% per l’Italia 2020), per arrivare al 32% per il 2030, poi fatto crescere fino al 42,5%.
Abbandonare questa impostazione potrebbe costituire un grande passo indietro dell’UE rispetto ai suoi sforzi di decarbonizzazione.
5 opzioni per il target rinnovabili 2040
Ben inteso: l’Esecutivo europeo sta già facendo i conti con un possibile “clean energy target” per il 2040 al posto del già rodato “Renewables target”. Nella consultazione lanciata questa primavera, Bruxelles ha testato stakeholder e cittadini suampie cinque opzioni:
- Continuare con l’attuale struttura di obiettivi vincolanti a livello UE per le rinnovabili e l’efficienza energetica, sostenuti da contributi nazionali guidati da formule precise.
- Mantenere una struttura simile con obiettivi vincolanti per le rinnovabili a livello UE come nell’opzione 1, ma consentendo flessibilità che riflettano le specificità degli Stati membri.
- Definire un unico obiettivo globale di energia pulita per l’UE, con soglie minime integrate per parametri energetici chiave come per l’appunto le energie rinnovabili.
- Definire un unico obiettivo globale di elettrificazione per l’UE, con soglie minime integrate per i parametri chiave (es. energia rinnovabile, efficienza energetica).
- Opzione 1, 2, 3 o 4 integrata/combinata con KPI di monitoraggio per le componenti chiave del sistema energetico (es. elettrificazione, riduzione o riutilizzo del calore di scarto), garantendo al contempo trasparenza e comparabilità.
Quindi anche la Commissione europea è conscia di dover trovare un punto di equilibrio fra i molteplici interessi in gioco e fra le pressioni che gli Stati membri hanno già iniziato ad esercitare.
La posizione dei paesi dell’Alleanza Nucleare
Tuttavia la proposta dell’Alleanza nucleare, almeno come formulata nella missiva, svuota completamente l’ambizione europea.
Scrivono i ministri: “Sebbene nel decennio precedente fosse legittimo concentrarsi esclusivamente sulla nascita e sulla diffusione delle rinnovabili fissando obiettivi quantificati, è ora essenziale tracciare il percorso verso una graduale sostituzione dei combustibili fossili, e promuovere l’uso di tutte le fonti energetiche a basse emissioni di carbonio […] Inoltre, si dovrebbe tenere conto delle lezioni apprese dal quadro per il 2030: gli strumenti europei dovrebbero contribuire a garantire un’efficiente transizione energetica consentendo a ciascun Stato membro di raggiungere il percorso di decarbonizzazione più efficiente in termini di costi. Questo approccio è più efficiente rispetto a un gran numero di sotto-obiettivi attuati in modo diverso dagli Stati membri o privi di coerenza”.
Gli stessi obiettivi, ci piace ricordare, che hanno permesso nel 2025 all’UE di produrre il 48% dell’elettricità dalle FER, risparmiando miliardi in importazioni di combustibili fossili.












