Il forte calo dell'idroelettrico fa sentire i suoi effetti sulla generazione elettrica nazionale, ma il fotovoltaico continua ad avanzare a grandi falcate sia a livello di produzione che di nuova capacità installata. E le rinnovabili toccano quota 55.354 MW in esercizio.

Il Rapporto sul sistema elettrico aggiornato ad ottobre 2025
Come è andato ottobre 2025 per il sistema elettrico nazionale? A rispondere è, come sempre, il rapporto mensile di Terna, il gestore della rete di trasmissione, che attraverso una relazione di 32 pagine fa il punto su produzione, consumi, capacità e andamento dei mercati.
Il quadro risultante, nel complesso, non rivela sorprese. Lo scorso mese il fabbisogno di energia elettrica ha toccato i 25.530 GWh, in lievissimo calo rispetto a ottobre 2024 e ottobre 2023. Una domanda, quindi, in linea con il trend e che è stata soddisfatta per il 39% dall’energia rinnovabile nazionale. Si tratta di una percentuale più bassa rispetto alla performance dello scorso ottobre, quando le FER avevano soddisfatto ben il 41,2% dei consumi. Per la precisione in termini di produzione, le green energy hanno contribuito per il 45,2% del totale netto generato in Italia.
Le rinnovabili italiane ad ottobre 2025
La responsabilità di questa contrazione, tuttavia, va ricercata in una sola fonte: l’idroelettrico. A ottobre 2025 il segmento è crollato, fornendo ben 2.578 GWh (-48%) in meno rispetto allo stesso mese del 2024. In calo ovviamente anche la producibilità idroelettrica, vale a dire la capacità potenziale di un impianto, diminuita del 21,3%. Tutto ciò ovviamente è direttamente correlato alle condizioni idriche meno favorevoli, come testimoniato dal livello significativamente più basso degli invasi (40,8% a ottobre 2025 versus 51,8% di ottobre 2024).
A tamponare questa evidente flessione ci ha pensato la produzione elettrica delle altre fonti rinnovabili, tutte in crescita (a esclusione delle biomasse, rimaste pressoché stazionarie). Nel dettaglio, l’energia prodotta da fonte fotovoltaica ha raggiunto i 3.322 GWh, in aumento del 48,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (più 1.088 GWh). Un boom legato sia alle buone condizioni meteo sia alla nuova capacità in esercizio.
L’eolico, invece, ha fornito 2.327 GWh, in aumento del 70% rispetto a ottobre 2024 (+959 GWh), merito in gran parte della maggior producibilità del periodo.
Anche la produzione geotermica (440 GWh) ha segnalato un trend positivo, sebbene nel confronto 2025-2024 l’aumento sia solo di 2 GWh.
Le energie rinnovabili 2025 in Italia
Ottobre 2025 con il suo contributo in termini di FER aggiorna inevitabilmente il resoconto annuale. Stando al rapporto di Terna, il fabbisogno nazionale – pari a 258.794 GWh nei primi 10 mesi dell’anno – è stato soddisfatto per il 42,4% dalle fonti rinnovabili, per il 42,5% dalle fonti fossili e il resto dal saldo con l’estero. Per la precisione, la produzione elettrica “verde” è stata finora di 109,5 TWh, in riduzione rispetto al 2024 del 2,2%.
Un gap che si riconferma tutto a carico dell’idroelettrico, ormai superato dal fotovoltaico come fonte pulita. “Nel 2025 il maggior contributo alla produzione da fonti energetiche rinnovabili è dato dalla produzione fotovoltaica (36,8%) e dalla produzione idroelettrica rinnovabile (32,9%)”, si legge nel report.
Il sorpasso della fonte solare su quella idroelettrica è merito anche dei nuovi ritmi di crescita del parco fotovoltaico. Il segmento da solo sta definendo quasi tutta la nuova potenza verde allacciata alla rete. Basti pensare che dei nuovi 5.400 MW rinnovabili installati da gennaio a ottobre 2025, 4.813 MW sono impianti fotovoltaici. Cosa significa questo per la capacità FER totale? Che oggi il Belpaese vanta 55.354 MW capacità cumulata in esercizio.
I dati sull’accumulo energetico
Non manca il dato sull’energy storage, altrettanto essenziale. “Al 31 ottobre 2025 si registrano in Italia 17.610 MWh di capacità di accumulo (valore in aumento del 46,6% rispetto allo stesso mese del 2024), che corrispondono a 7.192 MW di potenza nominale, per circa 862.000 sistemi”, scrive l’operatore. “Lo scorso mese, gli accumuli elettrochimici di grande taglia hanno prodotto ben 202 GWh, a conferma della rilevanza che tale tecnologia ha ormai raggiunto per la gestione del sistema in economia e sicurezza. Nel dettaglio, da gennaio a ottobre la capacità di impianti utility scale è aumentata di 2.818 MWh, che corrispondono a 721 MW di potenza nominale.“
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