IRENA: le rinnovabili sono la fonte di energia più competitiva

Adnan Z. Amin: “Il settore energetico sta cambiando così velocemente che i responsabili politici hanno difficoltà a tenere il passo”

IRENA: le rinnovabili sono la fonte di energia più competitiva

 

(Rinnovabili.it) – Su una base puramente economica, le rinnovabili sono la fonte energetica più competitiva al mondo. Ad affermarlo è un nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale IRENA, l’organizzazione intergovernativa che sostiene i paesi nella loro transizione verso un futuro energetico sostenibile. Alla sua prima edizione REthinking Energy – questo il titolo del documento frutto di 4 anni lavoro – analizza con puntualità l’attuale panorama energetico e le principali dinamiche oggi in atto. E come lo stesso titolo suggerisce, la relazione arriva a un’unica e indiscutibile considerazione: stiamo procedendo verso un nuovo paradigma industriale nella produzione di energia elettrica. “Il sistema energetico globale sta subendo una trasformazione. In tutto il mondo, le rinnovabili sono diventando una tendenza, avanzando a velocità straordinaria. I costi stanno precipitando, milioni di posti di lavoro sono in fase di creazione, e la crescita di energia pulita sta superando tutti i concorrenti”, spiega Adnan Z. Amin, Direttore Generale di IRENA. “Il settore sta cambiando così velocemente che i responsabili politici hanno difficoltà a tenere il passo”.

 

Solamente i costi del fotovoltaico sono calati di due terzi tra il 2009 e il 2013: una velocità di cambiamento paragonabile unicamente a quella vista nella rivoluzione informatica.  Basti pensare alla Danimarca, dove il vento è recentemente diventato la fonte di energia più economica, battendo anche il carbone. O alla Germania, dove quasi la metà di tutta la produzione da fonti rinnovabili è di proprietà delle famiglie e agricoltori, segnando un profondo cambiamento nel controllo energetico.

Ma per sostenerlo ancora, questo sviluppo necessita di notevoli investimenti annui: parliamo di almeno 550 miliardi di dollari fino al 2030, necessari per aumentare la quota di green energy al 36 per cento sul totale prodotto. E per ottenere la fiducia degli investitori, c’è bisogno di “quadri politici stabili e prevedibili, – si legge nel rapporto – che riconoscano i vantaggi che l’energia pulita può portare a livello di sistema. Si deve creare una parità di condizioni, operando anche il taglio dei sussidi di cui oggi godono i combustibili fossili in tutto il mondo”.

 

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