Energia dalle onde, in Tasmania parte il progetto pilota di Wave Swell

L’impianto a colonna d’acqua oscillante è mobile e può essere spostato in siti diversi per ottenere una stima della potenza delle onde e quindi indicazioni sulla sua commerciabilità

Energia dalle onde, in Tasmania parte il progetto pilota di Wave Swell
credits: Wave Swell Energy

L’investimento da 8 mln di dollari punta a misurare il potenziale di energia dalle onde a sud dell’Australia

(Rinnovabili.it) – Si chiama King Island ed è una piccola isola al largo delle coste della Tasmania. Appena 1.700 abitanti per questo lembo di terra a sud dell’Australia, che per due terzi del fabbisogno energetico si appoggia a eolico e solare. Tra un mese, invece, sarà alimentata al 100% da fonti rinnovabili grazie all’energia dalle onde.

King Island è stata scelta come sito ideale per un progetto pilota da parte della Wave Swell Energy, azienda australiana che si occupa esclusivamente di sviluppare tecnologie per l’energia dalle onde per farle arrivare su scala commerciale.

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Il progetto prevede l’installazione di un impianto da 200 kW basato su tecnologia a colonna d’acqua oscillante. Il moto ondoso modifica l’altezza dell’acqua presente in una camera dell’impianto, che a sua volta sposta la colonna d’aria sovrastante e mette in moto la turbina.

Il progetto da 8 milioni di dollari è stato finanziato in parte da investitori privati e in parte dal pubblico. L’Australia, infatti, guarda con attenzione ai possibili sviluppi di questa tecnologia. Alcuni studi suggeriscono che gran parte della costa meridionale sia adatta alla produzione di energia dalle onde. Che se pienamente sviluppata potrebbe addirittura arrivare all’11% del mix energetico nazionale entro la metà del secolo.

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“Le onde sono una risorsa altamente prevedibile, affidabile e virtualmente infinita. Miriamo a rendere l’energia delle onde una fonte complementare che fornisce un contributo significativo al mix energetico globale”, commenta il co-fondatore di Wave Swell Tom Denniss.

Punto interessante del progetto pilota è il fatto che l’impianto non è fisso. In questo modo, potrà essere spostato in più località in modo da testare sia il potenziale dei siti sia la produttività effettiva in funzione della portata del moto ondoso nei differenti momenti della giornata. La prevedibilità delle onde, a sua volta, permetterebbe in prospettiva di abbattere il bisogno di grandi capacità di stoccaggio, necessarie invece per alimentare una griglia elettrica che si basi su fonti rinnovabili meno prevedibili come eolico e solare.

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