Eni: con il Politecnico di Torino, un’alleanza per l’energia dal mare

Un nuovo Protocollo tra Eni e Politecnico di Torino regala un ulteriore impulso ad una già consolidata collaborazione sull’energia dal mare, ampliando il campo d’azione e guardando non solo alle potenzialità del moto ondoso, ma anche all’eolico offshore, al gradiente salino e alle correnti oceaniche e di marea.

risorse energetiche marine
Credit: Eni

 

Eni e Politecnico di Torino insieme per il “MarEnergy Lab”, il laboratorio di ricerca di nuove tecnologie per l’energia dal mare

(Rinnovabili.it) – La sostenibilità per la produzione di energia sta sempre più diventando un elemento di fondamentale importanza strategica per le politiche energetiche delle nazioni. In nome della transizione energetica e della decarbonizzazione, ciascun paese deve impegnarsi nell’attuare una trasformazione radicale, che sposti il baricentro del mix energetico dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Se il sole e il vento sono le prime risposte a questa necessità, l’energia dal mare inizia ad essere considerata come una risorsa dalle enormi potenzialità, da valorizzare in modo efficiente, sicuro ed economicamente sostenibile attraverso l’implementazione di nuove tecnologie.

Da questa consapevolezza, nasce il Protocollo d’Intesa tra Eni e Politecnico di Torino per rafforzare una già consolidata collaborazione nell’ambito della ricerca scientifica e per ampliare, nello specifico, lo studio delle forme di energia dal mare, contribuendo così alla crescita e all’implementazione di tecnologie per la valorizzazione delle risorse energetiche marine. Con la firma di questo Protocollo, dunque, la collaborazione tra Eni e Politecnico gode di un nuovo e ulteriore impulso, ampliando il campo d’azione sull’energia dal mare e investigando non solo le potenzialità del moto ondoso, ma anche dell’eolico offshore, del gradiente salino e delle correnti oceaniche e di marea.

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Per questa ragione, facendo affidamento sul know-how del Politecnico di Torino (attore primario a livello mondiale nell’ambito dello studio e dello sviluppo di tecnologie per la valorizzazione delle fonti rinnovabili marine), sarà istituito il laboratorio di ricerca “MarEnergy Lab”, che avrà oltre allo scopo di contribuire ad un’ulteriore crescita delle conoscenze di base in materia di fonti energetiche marine, soprattutto un indirizzo verso l’innovazione tecnologica attraverso la realizzazione e implementazione industriale di nuove tecnologie per la valorizzazione dell’energia del mare. Per sostenere e stimolare questo circolo virtuoso, sarà quindi creata una cattedra ad hoc sull’Energia dal Mare, al fine di formare giovani ingegneri specializzati nella progettazione delle nuove tecnologie sviluppate nel laboratorio. 

 

Nel frattempo, la collaborazione tra i due partner ha già dato i suoi primi frutti. Infatti, sulla base della propria esperienza nel campo delle attività di progettazione, realizzazione e operazioni di installazioni offshore, Eni ha sviluppato con il Politecnico di Torino e con il suo spin off, Wave for Energy, il primo impianto al mondo di generazione elettrica integrata da moto ondoso e fotovoltaico: l’Intertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC). In funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna, grazie al suo sistema attivo di controllo e regolazione l’impianto ha dimostrato un’elevata affidabilità e capacità di adattarsi alle diverse condizioni di mare, tanto che nel periodo di esercizio si è arrivati a superare il valore nominale massimo di potenza installata pari a 50 kW. 

 

“Eni, grazie al rafforzamento della collaborazione con il Politecnico di Torino, consolida l’impegno concreto nello sviluppo e nell’implementazione di tecnologie che avranno un ruolo chiave nel processo di decarbonizzazione, guardando a nuove frontiere energetiche con un particolare focus sulla più grande fonte rinnovabile inutilizzata al mondo: le onde”. Queste le parole con cui l’AD di Eni, Claudio Descalzi, saluta il consolidamento della collaborazione con il Politecnico di Torino, considerata dal suo Rettore, Guido Saracco, “un esempio virtuoso di open innovation”.

In collaborazione con Eni

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