Centrali a carbone, nel 2021 la corsa rallenta. Ma non abbastanza

Secondo i dati di Global Energy Monitor, l’anno scorso la sola nuova capacità installata dalla Cina ha bilanciato gli impianti smantellati in tutto il resto del mondo. Anche se non ci sono mai stati così tanti progetti per centrali a carbone cancellati come nel 2021, il saldo resta positivo e cresce quasi dell’1%

Centrali a carbone: crollo del 76% dei nuovi progetti dopo Parigi
via depositphotos.com

Nel 2021 la nuova capacità programmata di centrali a carbone è crollata del 13%

(Rinnovabili.it) – I progetti di nuove centrali a carbone vengono accantonati sempre più spesso. Ma per gli impianti più datati l’ora della pensione viene rimandata. Così, mentre la nuova capacità programmata scende al minimo storico, la nuova capacità installata continua a salire, anche se di poco. Tutto il contrario di quanto richiedono le traiettorie più sicure per centrare l’obiettivo degli 1,5 gradi.

Nonostante gli sforzi globali per un abbandono graduale ma rapido di questa fonte fossile, nel 2021 la capacità installata globale è cresciuta ancora di altri 18,2 GW per un totale di circa 2,1 TW. Lo afferma un nuovo rapporto di Global Energy Monitor. Le nuove centrali a carbone inaugurate in Cina sono bastate per bilanciare gli impianti chiusi in tutto il resto del mondo: 25,2 GW le prime, 25,6 GW i secondi.

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Anche se ci sono segnali positivi – il phase out continua, anzi accelera – non è abbastanza visti gli impegni sul clima, scrivono gli autori del report. Nel 2021 la capacità di carbone in programma è scesa di circa il 13% (da 525 a 457 GW): progetti di nuovi impianti che vengono accantonati per scelta politica o più spesso perché non più convenienti economicamente. Scende anche il numero di paesi che hanno piani del genere, da 41 a 34. Tuttavia, il rimbalzo post-Covid, complice anche la crisi energetica globale, ha portato a un aumento sensibile della generazione elettrica da carbone: +9%, recuperando appieno il tonfo (-4%) registrato nel 2020.

Crediti: GEM

Nel 2021, la quantità di capacità di carbone statunitense ritirata è diminuita per il secondo anno consecutivo, da 16,1 GW nel 2019 a 11,6 GW nel 2020, a una stima di 6,4-9 GW nel 2021. In UE il decommissioning l’anno scorso è arrivato per 12,9 GW, con Germania (5,8 GW), Spagna (1,7 GW) e Portogallo (1,9 GW) a guidare la classifica.

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“La pipeline di impianti a carbone si sta riducendo, ma semplicemente non c’è più un budget di carbonio per costruire nuovi impianti a carbone. Dobbiamo fermarci ora”, dice Flora Champenois di Global Energy Monitor. “L’indicazione dell’ultimo rapporto dell’IPCC per una possibilità di combattere per un clima vivibile è chiara: fermare la costruzione di nuove centrali a carbone e mandare in pensione quelle esistenti nel mondo sviluppato entro il 2030, e nel resto del mondo subito dopo”.

crediti: GEM

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