Crollano i consumi elettrici in Italia, rinnovabili salgono al 42%

Le misure di blocco hanno fermato l’economia nazionale portando ad un calo del 20% della domanda di elettricità. Cresce la quota verde ma il comparto rischia di perdere miliardi

consumi elettrici in Italia
Credits: Gui Yongnian da 123rf.com

L’analisi di Althesys sui consumi elettrici in Italia

(Rinnovabili.it) – Consumiamo di meno ma consumiamo più verde. Si potrebbero riassumere così gli effetti della crisi del coronavirus sul sistema energetico italiano. Secondo l’analisi di Althesys, il rallentamento delle attività produttive, in seguito alle misure di lockdown, ha tagliato bruscamente i consumi elettrici in Italia.

Gli analisti confermano le stime pubblicate solo qualche giorno fa dal think tank Ember, secondo cui dalla metà di marzo a oggi la domanda elettrica nazionale si è ridotta di oltre il 20 per cento. Una perdita sensibile che con le attuali previsioni di ripresa, potrebbe tradursi a fine anno in 302 miliardi di kWh in meno nel fabbisogno italiano. Se il dato fosse confermato, sarebbe il livello di consumi elettrici in Italia dal 2001 a oggi.

Ma mentre la domanda cala, le energie rinnovabili crescono. Grazie alla priorità di dispacciamento, l’energia pulita è riuscita a soddisfare il 42 per cento del fabbisogno nazionale, a fronte di una potenza lorda installata di circa 54 GW. Si tratta di un aumento di 2 punti percentuali rispetto al periodo pre coronavirus. Nonostante ciò, nel 2020 la produzione netta da fer elettriche dovrebbe scendere a 111 miliardi di kWh. Il modello NET di Althesys prevede una contrazione del 3% rispetto all’anno precedente, legata alla minore produzione eolica (meno 8 per cento) e idroelettrica (meno 5 per cento).

“L’analisi degli investimenti e delle M&A nelle rinnovabili dell’IREX Annual Report 2020 […] lascia ben sperare”, commenta il ceo di Althesys, Alessandro Marangoni. “I numeri delle imprese italiane sono in crescita, sia in Italia che all’estero, e numerosi sono i progetti in itinere e che potranno svilupparsi nei prossimi mesi, una volta terminato il lockdown. Di riflesso, anche il sistema elettrico, al di là della temporanea riduzione della domanda, potrebbe uscirne senza dover perdere asset strategici e con la prospettiva di una pronta ripresa”.

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Gli effetti della crisi economica sul sistema elettrico sono, al momento, quantificabili valorizzando la richiesta elettrica al Prezzo Unico Nazionale (PUN) e confrontando le due variabili. Le stime di Althesys indicano una perdita di 5mld di euro solo nel 2020, pari al 31% del valore complessivo; con riflessi che vanno a colpire, a catena, i produttori termoelettrici da fonti fossili, i rivenditori di energia, trader e retailer.

La tenuta degli investimenti nel settore non è, al momento, a rischio. Si tratta, infatti, di operazioni con orizzonte solitamente di lungo termine, ben oltre il presumibile effetto del COVID-19. A rischiare è invece il comparto fossile e la riattivazione di impianti termoelettrici attualmente fermi. “E anche il capacity market, osteggiato dai ‘rinnovabilisti duri e puri’, rischia di non servire a causa del virus”.

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