Crisi energetica: la Spagna abbassa l’IVA anche su pellet e legna da ardere

Nel pacchetto di misure approvate dal Consiglio dei ministri spagnolo, sgravi fiscali per i combustibili, inserimento temporaneo degli impianti cogenerativi industriali nel cosiddetto “meccanismo iberico” e introduzione di nuovo servizio di demand response

Crisi energetica
Credits: Pool Moncloa/Javier Amescua. La Moncloa

Il nuovo Decreto Regio contro la crisi energetica in Spagna

(Rinnovabili.it) – Dal 21% al 5%. Come in Italia anche la Spagna ha deciso di abbassare l’aliquota IVA applicabile alle forniture di gas metano destinate a usi civili e industriali, per contrastare la crisi energetica. Ma nel taglio dell’imposta finiscono anche pellet, bricchette e legna da ardere. L’intervento è contenuto nel nuovo Decreto Regio approvato dal Consiglio dei ministri spagnolo il 20 settembre. La riduzione dell’IVA, spiega il Ministero per la Transizione ecologica in una nota stampa, si applicherà fino alla fine dell’anno e aiuterà i consumatori a risparmiare circa 209 milioni di euro complessivamente.

Il provvedimento governativo interviene anche sulla cogenerazione industriale con l’obiettivo di dare un po’ di respiro al settore. “La situazione dei prezzi nei mercati energetici ha causato l’interruzione della produzione di oltre la metà della capacità cogenerativa installata in Spagna nel mese di agosto”, spiega il dicastero spagnolo. “Ciò ha un effetto molto negativo sui settori industriali più energivori, ma significa anche una perdita di efficienza energetica nell’economia, poiché l’energia non prodotta dalla cogenerazione viene sostituita da altre soluzioni tecniche – cicli combinati e caldaie a gas – che offrono un minore rendimento energetico complessiva”.

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Per risolvere il problema, Madrid ha scelto di aprire il meccanismo iberico anche a questi impianti. I proprietari di cogeneratori industriali potranno rinunciare temporaneamente al loro regime di remunerazione regolamentato e ricevere l’adeguamento addebitato oggi dalle centrali a gas. Tra le misure contro la crisi energetica il decreto fissa anche un nuovo servizio di demand response basato su aste annuali e aperto a tutte le unità di domanda superiori a 1 MW. Via libera infine a criteri più flessibili per determinare la capacità delle reti di trasmissione elettrica e a nuove procedure amministrative semplificate per far credere le rinnovabili.

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