Elettrificazione dei consumi, così l’Europa può dimezzare la sua CO2

Secondo la società di ricerca BNEF la rivoluzione del vettore elettrico nei settori dei trasporti, edifici e industria potrebbe assicurare ai Paesi europei una riduzione del 60%  dei gas serra prima

Elettrificazione dei consumi
Creative Commons Zero – CC0

 

Un piano credibile per il sector coupling e l’elettrificazione dei consumi

(Rinnovabili.it) – L‘elettrificazione dei consumi e l’accoppiamento settoriale rappresentano una delle strategie chiave nella decarbonizzazione energetica. I dispositivi elettrici sono spesso più efficienti delle alternative a base di combustibili fossili e il costo per produrre elettricità da fonti rinnovabili sta divenendo sempre più competitivo. Ma quanto è davvero possibile ottenere dalla diffusione del vettore elettrico in termine di riduzione delle emissioni? Alla domanda risponde la nuova analisi BloombergNEF (BNEF). In collaborazione con Eaton e Statkraft, la società di ricerca newyorkese ha pubblicato oggi il report Sector Coupling in Europe: Powering Decarbonization” (testo in inglese). Il documento, come fa facilmente intuire il titolo, affronta il tema dell’accoppiamento settoriale cercando di definire un percorso plausibile per le nazioni europee. Ma soprattutto mostra come l’elettrificazione della domanda in ambito trasporti, edilizia e industria potrebbe permettere al Vecchio Continente di ridurre del 60 per cento le proprie emissioni climalteranti prima del 2050.

 

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Aumentare l’impiego dell’elettricità degli usi finali richiederà cambiamenti diretti e indiretti, spiegano gli autori. I primi implicano un’ampia diffusione diffusione di sistemi di riscaldamento e veicoli elettrici; i secondi richiedono invece il passaggio ad un secondo vettore, come l’idrogeno verde (idrogeno prodotto dall’elettrolisi dell’acqua alimentata da fonti rinnovabili), per sostituire il gas utilizzato dalle famiglie e soddisfare i bisogni industriali (leggi anche Idrogeno verde, perfetto per i settori difficili da decarbonizzare).

“Tuttavia, se questi cambiamenti dovessero attuarsi sarà necessario l’intervento dei decisori politici”, ha spiegato Victoria Cuming, capo della global policy analysis di BNEF. “I governi dovrebbero introdurre incentivi o requisiti per ridurre le emissioni prodotte dal calore degli edifici, sostenere progetti dimostrativi di elettrificazione, oltre a eliminare gli ostacoli alla produzione di idrogeno verde. Dovrebbero anche considerare come coinvolgere i consumatori di energia e la società civile alla luce del loro ruolo cruciale nell’abilitare l’elettrificazione di questi nuovi settori”.

Questi interventi consentirebbero all’elettricità di soddisfare (direttamente e indirettamente) fino al 60 per cento della domanda finale di edilizia, trasporti e industria, rispetto al 10 per cento di oggi. La totale decarbonizzazione di questi comprati, sottolinea però il report, sarebbe ancora molto lontana. Ciò è dovuto essenzialmente alle numerose attività ad alta intensità, come i viaggi a lungo raggio o i processi industriali ad elevate temperature (es. la produzione del cemento e dell’acciaio).

 Per ridurre ulteriormente le emissioni, i governi dovrebbero introdurre politiche più ambiziose per accelerare il percorso di “sector coupling” e portare sul mercato altre tecnologie come la cattura, l’uso e lo stoccaggio del carbonio (CCUS). “Sarà cruciale – ha aggiunto Albert Cheung, head of analysis di BNEF – che i governi e le autorità di regolamentazione adottino un modello di mercato dell’elettricità che consenta agli sviluppatori di progetti eolici e solari e a coloro che pianificano impianti di accumulo di batterie o servizi di gestione della domanda, di anticipare il livello di rendimenti per giustificare il loro investimento”.

 

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