Con la transizione energetica 40 mln di lavori nelle fonti rinnovabili

Pubblicato il nuovo rapporto IRENA sull’occupazione rinnovabile in concomitanza con il lancio della nuova piattaforma Sustainable Energy Jobs durante la decima assemblea dell’associazione

fonti rinnovabili
Credit Nick Youngson CC BY-SA 3.0 Alpha Stock Images

 

Irena, l’agenzia internazionale che promuove le fonti rinnovabili, compie 10 anni

(Rinnovabili.it) – Le fonti rinnovabili potrebbero dare lavoro a più di 40 milioni di persone entro la fine del secolo. A patto ovviamente che il Pianeta abbia intrapreso la giusta transizione energetica. A sostenere il potere occupazionale delle green energy è il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), pubblicato durante la sua decima Assemblea generale ad Abu Dhabi. Il documento, intitolato “Misurare gli aspetti socio-economici della transizione: focus sui posti di lavoro”, ci proietta nell’occupazione a lungo termine per esaminarne prospettive ed opportunità. Oggi sappiamo che le fonti rinnovabili sono collegate, direttamente e indirettamente, a 11 milioni di green job, concentrati soprattutto in Cina, Stati Uniti ed Unione Europea. In questo contesto, l’industria fotovoltaica rimane il principale datore di lavoro con oltre 3 milioni di occupati a livello globale. Segue, leggermente più distante, il comparto eolico. Il futuro offre la possibilità di quadruplicare questi dati ma richiede anche un approccio bilanciato per non creare ulteriori disparità geografiche o socie-economiche.

 

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“Tutti parlano di una transizione equa, ma non molti sanno come realizzarla”, ha commentato in occasione del lancio del report, il direttore generale dell’IRENA, Francesco La Camera. “Dobbiamo tutti lavorare su questo tema per presentare una voce chiara che supporti una transizione inclusiva”. Secondo le stime dell’Agenzia internazionale l’occupazione totale nel settore energetico potrebbe raggiungere i 100 milioni di posti entro il 2050, rispetto a circa 58 milioni attuali se la comunità internazionale sfruttasse appieno il potenziale delle fonti rinnovabili. E se agisse attraverso politiche di ricollocamento in tutti quesi settori destinati a perdere posti di lavoro.

 

L’appuntamento è stato anche l’occasione per presentare la nuova piattaforma Sustainable Energy Jobs, strumento online che riunisce una serie di attori dello sviluppo su un preciso obiettivo: disegnare di una transizione energetica inclusiva ed equa per tutti. Oltre a sottolineare l’equilibrio di genere, la diversità della forza lavoro e lo sviluppo economico rurale, la piattaforma evidenzia  anche la necessità di politiche educative e di formazione delle competenze che tengano conto dei lavoratori e delle comunità i cui mezzi di sussistenza si basano su industrie fossili al fine di facilitare la loro partecipazione alla nuova economia energetica.

Nel dettaglio il progetto definisce concetti e terminologie chiave, identifica e mappa le fonti di dati rivedendo le metodologie analitiche. Ma soprattutto traccia i cambiamenti a livello occupazionale generando approfondimenti su come garantire risultati socialmente giusti e inclusivi per le comunità, compresa la creazione di lavori dignitosi.

 

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