IEA: L’impennata del gas naturale minaccia la neutralità climatica

La domanda globale di gas dovrebbe aumentare del 3,6% nel 2021 prima di scendere a un tasso di crescita medio dell’1,7% nei tre anni successivi. Ritmo troppo elevato per raggiungere le zero emissioni nette

gas naturale prospettive
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Nuovo rapporto trimestrale IEA su gas naturale e prospettive a breve termine

(Rinnovabili.it) – I mercati del gas naturale hanno iniziato l’anno con un forte rimbalzo. In questo 2021, ripresa economica e meteo hanno fatto impennare la domanda e aumentare i costi; al punto da poter stimare che, entro la fine dell’anno, il settore si assesterà addirittura sopra ai livelli pre-Covid. E nel futuro a breve termine, le prospettive sono ancora in crescita, seppure con un ritmo decisamente più lento. A riferirlo è oggi l’Agenzia internazionale dell’Energia (Internationale Energy Agency – IEA) lanciando un nuovo allarme al comparto politico ed energetico: di questo passo gli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica saranno difficili da raggiungere.

La IEA ha racchiuso le attuali prospettive del gas naturale nel nuovo rapporto Gas Market Report, Q3-2021, provando a tracciare una linea da qui al 2024. Secondo gli esperti dell’Agenzia, la domanda globale di gas dovrebbe aumentare, entro la fine del 2021, del 3,6 per cento, riflesso principale della ripresa economica dalla crisi del Covid-19; per poi scendere a un tasso di crescita medio dell’1,7% nei tre anni successivi, rimpiazzando carbone e petrolio nella produzione elettrica, industria e trasporti. Ma non si tratterà di un aumento omogeneo. Quasi metà della crescita della domanda 2020-2024 proverrà unicamente dalla regione dell’Asia Pacifico.

“Il rimbalzo della domanda di gas mostra che l’economia globale si sta riprendendo dallo shock della pandemia. E di come il gas stia continuando a sostituire i combustibili ad alta intensità di emissioni”, ha affermato Keisuke Sadamori, direttore dei mercati energetici e della sicurezza della IEA. “Ma devono essere attuate politiche più forti per allineare la domanda globale di gas al raggiungimento dello zero emissioni nette al 2050, pur continuando a promuovere la prosperità economica. Questi includono misure per garantire un uso più efficiente del combustibile […] gas più puliti e a basse emissioni, lotta alle perdite di metano“.

Gas naturale, prospettive a breve termine

La domanda globale di gas naturale è diminuita dell’1,9%, o di 75 miliardi di metri cubi, nel 2020 a causa di un inverno eccezionalmente mite nell’emisfero settentrionale e dell’impatto del Covid-19. Ma la ripresa del mercato ha registrato una spinta molto più poderosa del calo indotto dal coronavirus. Al punto che la produzione globale di gas nel 2024 dovrebbe essere superiore del 6% rispetto ai livelli pre-pandemia. Questa fornitura aggiuntiva proverrà quasi esclusivamente da grandi asset convenzionali già in fase di sviluppo, principalmente in Russia e Medio Oriente. “È inoltre probabile che l’offerta venga integrata da nuovi investimenti nella produzione di gas di scisto statunitense per supportare la capacità di esportazione di gas naturale liquefatto (GNL) attualmente in fase di sviluppo”.

Quasi la metà dell’aumento della domanda di gas fino al 2024 proverrà, invece, dalla regione Asia-Pacifico, trainata da Cina e India, e dai mercati emergenti del sud e sud-est asiatico. Il settore industriale – incluso comparto chimico e fertilizzanti – svolge un ruolo fondamentale nella crescita a medio termine, rappresentando circa il 40% dell’aumento totale. Nel dettaglio, i consumi cresceranno di 350 miliardi di metri cubi tra il 2020 e il 2024. La stima sarebbe stata di 80 miliardi di metri cubi in più senza i miglioramenti dell’efficienza energetica raggiunti. E senza gli sforzi gas in atto per sostituire il gas naturale con altri combustibili.

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