L’Ue ha già raggiunto gli obiettivi di stoccaggio gas di novembre

Il piano Repower EU della Commissione imponeva ai 27 di riempire i volumi di storage disponibili almeno all’80% entro il 1° novembre, in modo da limitare l’esposizione alle incerte forniture russe. Il target è sostanzialmente raggiunto a fine agosto

Cattura e stoccaggio della CO2: il progetto di Chevron manca tutti gli obiettivi
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Con oltre l’81%, anche l’Italia rispetta gli obiettivi di stoccaggio gas comunitari

(Rinnovabili.it) – L’Europa ha raggiunto con 2 mesi di anticipo gli obiettivi di stoccaggio gas. Il 28 agosto, il portale della Gas Infrastructure Europe che monitora i livelli di riempimento delle riserve di gas nazionali registrava la percentuale complessiva del 79,94% nell’Ue a 27. Appena sotto il target dell’80% sancito da Bruxelles con il piano Repower EU. Sono state così smentite le previsioni più pessimiste, che stimavano uno storage non superiore al 65-70% alle porte dell’inverno in scenari con ridotte forniture dalla Russia, come quello attuale.

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Tra i paesi più virtuosi fra quelli con volumi di storage elevati c’è anche l’Italia. Come anticipato dal ministro Cingolani nelle scorse settimane, il Belpaese ha superato il suo obiettivo di stoccaggio gas e si attesta ora all’81,7% della capacità, pari a 158 TWh cioè poco più di 16 miliardi di metri cubi di gas (bcm). I consumi invernali attesi (ottobre-marzo) battono intorno ai 47 bcm, una quantità che potrebbe essere gestibile senza razionamenti alle industrie se le forniture attese in quel periodo – in tutto 33 bcm – arriveranno senza intoppi. E se un inverno più rigido della norma non farà salire i consumi.

Insieme all’Italia, anche Germania e Francia hanno già onorato gli obiettivi di stoccaggio gas. Parigi è sopra il 91% ovvero 120 TWh, mentre Berlino è salita all’83,26%, pari a 203 TWh cioè quasi 21 bcm. E secondo il ministro dell’Economia e della Transizione ecologica Robert Habeck dovrebbe raggiungere l’obiettivo interno dell’85% un mese in anticipo, ovvero già a settembre. Ma va segnalato che i consumi tedeschi di gas sono decisamente più alti di quelli italiani e francesi (995 TWh contro, rispettivamente, 778 e 467). Per questo il governo tedesco continua a preparare nuove misure per il risparmio energetico ed è pronto a riaccendere le centrali a carbone per limitare il consumo di gas.

Secondo l’autorità federale tedesca per l’elettricità e il gas, in caso di stop alle forniture dalla Russia Berlino rischia di non superare indenne l’inverno anche a stoccaggi pieni. E il blocco definitivo del Nord Stream 1 è una possibilità sempre più ventilata dal governo. D’altronde domani Gazprom inizierà una manutenzione straordinaria proprio alla stazione di compressione di Portovaya, dove si trova la turbina da sostituire al centro delle scorse riduzioni dei flussi. Dovrebbe durare fino al 2 settembre, ma a Berlino pensano che Mosca chiuderà definitivamente i rubinetti.

Anche a Parigi l’ottimismo non regna sovrano. Ieri la premier Elisabeth Borne ha intimato alle aziende di adottare un piano di risparmio energetico entro settembre perché il rischio di dover ricorrere a razionamenti in inverno sarebbe ancora concreto.

Fanno peggio invece l’Austria, che ha incamerato solo 62 TWh (il 65% circa degli stoccaggi disponibili), e l’Ungheria (42 TWh, 62%). Su livelli migliori l’Olanda, che supera il 76% (106 TWh).

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