La Polonia uscirà dal carbone investendo su eolico e nucleare

Una trasformazione equa, un sistema energetico “parallelo” a zero emissioni e una buona qualità dell’aria: questi i tre pilastri della nuova strategia polacca al 2040. Ma manca ancora un impegno verso la completa neutralità climatica

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Foto di Karolina Grabowska da Pixabay

 Vento e atomo non forniranno solo energia ma saranno due capisaldi dello sviluppo industriale

(Rinnovabili.it) – La Polonia aggiorna la sua strategia energetica 2040. Il ministro del Clima, Michał Kurtyka, ha pubblicato stamane la proposta di modifica (testo in polacco), dopo aver completato la prima fase di consultazione. La bozza, che passerà ora nelle mani del Comitato di coordinamento per la politica di sviluppo, mira ad accelerare l’eliminazione graduale del carbone rispetto il precedente piano. 

Nel dettaglio, il nuovo obiettivo è portare la quota del carbon fossile nella produzione elettrica al 37-56% nel 2030 e all’11-28% nel decennio successivo. Il taglio finale dipenderà dai costi del carbonio sul mercato delle emissioni. Nonostante le percentuali siano più basse di quelle presentate lo scorso anno, il processo di decarbonizzazione polacco non mostra particolare fretta. E soprattutto, non prende neppure lontanamente in considerazione l’idea di puntare alla neutralità climatica.

Come sarà raggiunta la meta? Aumentando gli investimenti dedicati al nucleare e all’eolico offshore. La Polonia intende riversare 150 miliardi di zloty (circa 33 miliardi di euro) nella costruzione delle sue prime centrali atomiche, per un totale di 6-9 GW installati entro il 2040. A ciò si aggiungerà il potere del vento con 8-11 GW di impianti eolici in mare programmati, per una spesa di 130 miliardi di zloty (30 miliardi di euro). 

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La creazione di un sistema energetico “parallelo” a zero emissioni è uno dei tre pilastri della nuova strategia politica assieme al perseguimento di una “giusta transizione” e di una “buona qualità dell’aria”. Ma Kurtyka non nasconde che si tratti di “una sfida enorme”. Eolico e nucleare non saranno solo due nuovi fonti d’alimentazione ma due industrie strategiche per la nazione. “Si tratta di un’opportunità per lo sviluppo dell’industria nazionale, delle competenze specializzate, di nuovi posti di lavoro e di valore aggiunto per l’economia polacca”, ha spiegato il ministro.

Dai progetti su larga scala a quelli su piccola scala. La politica energetica 2040 non dimentica l’apporto della generazione distribuita e gli impianti domestici. “Oggi, la forza trainante dello sviluppo rinnovabile in Polonia è il fotovoltaico, il settore delle energie verdi in più rapida crescita a livello nazionale, grazie al progressivo calo dei costi e ai sussidi”, ha aggiunto Kurtyka.

Il terzo pilastro – quello sulla buona qualità dell’aria – prevede inoltre il completo abbandono del carbone come combustibile per il riscaldamento domestico. Entro il 2030, il divieto di impiegarlo a livello residenziale si applicherà a tutte le aree urbane e nel 2040 al resto del paese.

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La Polonia si aspetta di ricevere 13 miliardi di euro dai fondi UE per la trasformazione delle sue regioni carbonifere.

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