Commissione Ue al lavoro su riforma del mercato elettrico e misure d’emergenza

Lo rivela la presidente Ursula von der Leyen annunciando: “dobbiamo prepararci per una potenziale interruzione totale del gas russo”. E gli Stati membri si preparano al Consiglio straordinario sull’energia del prossimo 9 settembre

riforma del mercato elettrico
Robert Habeck, Ursula von der Leyen. Credits: European Union, 2022. foto di Dati Bendo

Avanza l’impegno verso una riforma del mercato elettrico europeo

(Rinnovabili.it) – Era stata accantonata per lungo tempo. Ora l’ipotesi di una riforma del mercato elettrico europeo, a livello strutturale, inizia a farsi strada. Con l’inasprirsi della crisi energetica e i nuovi rialzi nei prezzi, le remore di molti Stati membri stanno venendo meno. E temi come il disaccoppiamento gas-elettricità e un price cap comunitario trovano sempre più consensi.

Gli Stati membri si troveranno a discutere di questi aspetti nel prossimo Consiglio straordinario dell’Energia, organizzato dalla presidenza di turno ceca per il 9 settembre. Con l’obiettivo di definire una strada condivisa. “Quello che sta succedendo è davvero un problema paneuropeo”, ha spiegato il ministro dell’industria ceco Jozef Sikela.Ecco perché la soluzione migliore è una soluzione a livello europeo”.

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Nel frattempo la Commissione europea fa sapere di essere già al lavoro su nuovi interventi. Parlando al Forum Strategico di Bled, il capo dell’esecutivo UE Ursula von der Leyen ha rivelato come Bruxelles sia già al lavoro su misure d’emergenza e una riforma strutturale del mercato elettrico. “Oggi i prezzi alle stelle dell’elettricità stanno esponendo, per ragioni diverse, i limiti del nostro attuale modello di mercato elettrico. È stato sviluppato in circostanze e per scopi completamente diversi. Ora non è più adatto ai nostri obiettivi”.

Nel dettaglio il mercato all’ingrosso dell’elettricità nel Blocco era stato progettato proprio per mantenere bassi i prezzi. Ma dal momento che il prezzo dell’energia elettrica è stabilito da quello del carburante/offerta più costosi ma necessari per soddisfare la domanda quotidiana, il sistema europeo si è trovato a fronteggiare una spirale di rincari. Lunedì i prezzi dell’elettricità nella maggior parte dell’Europa occidentale sono saliti sopra i 600 euro su MWh sul mercato infragiornaliero, mentre i futures sul gas naturale hanno raggiunto un nuovo record di 340 €  per MWh lo scorso venerdì.

Commissione e Stati membri dovranno trovare un punto d’unione prima dell’incontro del 9 settembre. Ma per tutti è chiaro soprattutto un aspetto: “dobbiamo prepararci per una potenziale interruzione totale del gas russo“, ha commentato von der Leyen. “L’era dei combustibili fossili russi in Europa sta volgendo al termine. E con la libertà dal ricatto arriverà un maggiore potere di difendere le regole globali”.

Ma esiste davvero il pieno consenso per una riforma del mercato elettrico? Sull’ipotesi di disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’elettricità sta progressivamente aumentando il numero di sostenitori. E anche in tema di price cap (misura oggi concessa solo a Spagna e Portogallo) si contano diversi ripensamenti. Tuttavia per diversi esperti rimane lo scetticismo sull’applicabilità di tali interventi.

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