Rossi sull’Amiata: da Enel energia a basso costo per le imprese

Con il protocollo la società si impegna a fornire calore alle attività produttive al prezzo praticato ai migliori clienti

ToscanaCostituire un consorzio di imprese per sedersi ad un tavolo con Enel e chiedere la fornitura di energia ai costi praticati ai migliori clienti.

E’ quanto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha proposto agli imprenditori amiatini e della Val d’Orcia al termine della mattinata di incontri che ha dato il via alla quattordicesima tappa del suo “Viaggio in Toscana”, il giro che sta compiendo per conoscere da vicino tutte le zone della regione.

“Intendo dare applicazione in tempi brevi – ha precisato Rossi – al protocollo d’intesa che ho sottoscritto con Enel che da queste zone trae grandi risorse, sfruttando la presenza della geotermia anche grazie alle concessioni che abbiamo rilasciato. Con il protocollo la società si impegna non soltanto a fornire calore alle attività produttive, come già sta facendo, ma anche ad erogare energia al prezzo praticato ai migliori clienti. E’ ciò che intendo chiedere ad Enel di fare. Per far questo è necessario presentarsi come consorzio. Lo proporrò ai sindaci e agli imprenditori maggiori, che chiamerò presto a Firenze per discuterne”.

In mattinata il presidente Rossi, accompagnato dal sindaco Massimo Magrini, aveva visitato la Stosa cucine a Radicofani, dove erano stati il fondatore Maurizio Sani e il figlio David, ad accompagnarlo nei reparti.

“Sono partito da zero, ho iniziato in 300 metri quadri a Piancastagnaio – ha detto il fondatore – e oggi sono alla guida di un’azienda che occupa 50.000 metri quadri e 300 operai, esporta il 20% della sua produzione, lo scorso anno ha fatturato oltre 90 milioni di euro e nel 2014 conta di raggiungere i 100. Il mio segreto? Siamo una grande famiglia, ho un ottimo rapporto con gli operai e ho sempre pensato al bene dell’azienda”.

L’azienda ha introdotto l’automazione nei processi di assemblaggio nel 2012, in piena crisi, e produce oggi 35.000 cucine l’anno in 30 diversi modelli. Il suo prodotto di punta è la Beverly, una cucina venduta al pubblico a circa 7.000 euro. La Stosa è la quarta azienda italiana nel settore cucine e sta conducendo una politica di espansione, tanto che sta espandendo la rete dei punti vendita e ha stanziato per il marketing e la comunicazione 5 milioni per l’anno in corso.

L’altra azienda visitata dal presidente è la Pelletteria Garland di Piancastagnaio. Insieme al sindaco, Fabrizio Agnorelli, Rossi ha incontrato il fondatore, Daniele Cheli e il figlio Cristiano che gli hanno mostrato il nuovo stabilimento di Poggio Grande, teleriscaldato e che impiega colle a base di acqua e non di solventi chimici. Produce borse e altri manufatti di alta qualità per Celine, il marchio francese che serve anche Louis Vuitton. Anche in questo caso l’azienda ha in programma di espandersi, passando dagli attuali 100 a 150 addetti. In grado di produrre oltre 230 borse al giorno, lavora con metodo produttivo mutuato dalla Toyota, just in time senza magazzino, realizzando un fatturato di circa 6 milioni l’anno. Il suo prodotto più costoso è la borsa di coccodrillo, in grado di costare anche 20.000 euro, mentre ne bastano 5.000 per quella di pitone e ne servono oltre 1.000 per quelle in vitello.