Fondo IPCEI: 1,7mld di incentivi a batterie, H2 e innovazione elettronica

Lo strumento rafforzerà la competitività di alcuni settori strategici dell’industria nazionale, sostenendo progetti di ricerca e sviluppo ma anche prime applicazioni industriali

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Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Firmato dal MiSE il decreto sul Fondo IPCEI

(Rinnovabili.it) – Batterie, microelettronica, calcolo ad alte prestazioni, idrogeno e salute. Questi i settori che godranno degli aiuti del nuovo Fondo IPCEI. Di cosa si tratta? Di uno strumento agevolativo finalizzato all’erogazione di contributi per le imprese italiane partecipanti agli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI). L’obiettivo è rafforzare la competitività nazionale sostenendo i progetti di R&S&I e le prime applicazioni industriali. A patto ovviamente che si tratti di proposte rientranti nelle catene del valore strategiche individuate dalla Commissione europea. Il Ministero dello Sviluppo Economico in accordo con quello delle Finanze ha firmato ieri il decreto che definisce i criteri generali per l’intervento, il funzionamento e la concessione degli incentivi del del Fondo IPCEI. Parliamo di un totale di 1,7 miliardi di euro che verranno gestiti dal MiSE e che andranno a quei soggetti individuati da una specifica decisione di autorizzazione.

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In particolare, il Fondo finanzierà i progetti già selezionati nell’ambito degli IPCEI avviati nel settore delle batterie. E destinerà risorse alla promozione di attività finalizzate a ricerca e sviluppo della produzione di materie prime, celle, moduli e sistemi di batterie elettriche su larga scala per il settore industriale italiano ed europeo. La missione del Fondo IPCEI sarà anche quella di finanziare gli ulteriori progetti che verranno approvati prossimamente dalla UE nei settori dei microprocessoriidrogeno e salute.

Fondo IPCEI, le regole

Per beneficiare delle risorse i soggetti devono:

  1. essere costituiti e regolarmente iscritti al registro delle imprese; 
  2. essere nel pieno e libero esercizio dei  propri  diritti,  non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali; 
  3. non trovarsi in condizioni  tali  da  risultare  impresa  in difficoltà. Gli aiuti si applicano, tuttavia,  alle  imprese  che  al  31  dicembre  2019  non  erano  in difficoltà, ma lo sono diventate nel periodo successivo;
  4. essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello sviluppo economico; 
  5. non  rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati  quali illegali e incompatibili dalla Commissione europea.

Spiegava il ministro Giorgetti poco tempo fa: “Gli IPCEI, che sono progetti d’investimento strategici comuni a livello europeo e nell’ambito dei quali sono disponibili grandi risorse con deroghe molto accentuate alla normativa sugli aiuti di Stato. Alcune imprese italiane sono coinvolte, ad esempio, sugli IPCEI su batterie e idrogeno. Questi sono terreni su cui occorre sforzarci tutti insieme per creare un canale privilegiato d’accesso a risorse molto importanti in termini quantitativi. L’attivazione di questi strumenti è una fonte assolutamente imprescindibile per l’Italia che tuttora registra una percentuale di spesa della ricerca rispetto al PIL largamente inferiore alla media europea e soprattutto ai partner più attrezzati”.

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