La ripartenza del CSP italiano: 2 nuove centrali solari termodinamiche in Sicilia

L’Enea, pronta a far ripartire questa tecnologia proprio nel luogo dove è storicamente nata. A breve inaugurato il primo impianto a Partanna; il secondo sorgerà nella Piana di Misiliscemi

centrali solari termodinamiche
Credits: Enea

Alleanza tra ricerca e industria per due nuove centrali solari termodinamiche

(Rinnovabili.it) – Chi ha detto che in Italia il solare a concentrazione è morto? Dopo aver dato l’addio a inizio anno all’associazione imprenditoriale di categoria, l’Anest, e aver rimuginato su quei 14 progetti finanziati e mai portati a compimento, i più davano il settore ormai spacciato. Eppure c’è chi in quell’industria non ha mai smesso di crederci e oggi annuncia la realizzazione di due nuove centrali solari termodinamiche.

Parliamo dell’Enea, pronta a far ripartire questa tecnologia proprio nel luogo dove è storicamente nata: la Sicilia. L’agenzia nazionale ha fatto sapere che a breve inaugurerà a Partanna, in provincia di Trapani, il primo impianto italiano di solare a concentrazione integrato con il fotovoltaico. A regime l’installazione avrà una potenza di 4,26 MWe, producendo abbastanza energia per soddisfare il fabbisogno di oltre 1.400 famiglie. E grazie ad un sistema a sali fusi, che funziona sia da fluido termovettore che da elemento di stoccaggio, l’impianto avrà le sue “batterie”. “Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180 MWht“, spiega Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA. Capacità che equivale a circa 15 ore di funzionamento a pieno carico, “anche in assenza della radiazione solare”.

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Nel frattempo sono iniziati i lavori di una seconda centrale a concentrazione nei pressi di Trapani, nella Piana di Misiliscemi. Entrambi i progetti sottolinea nascono grazie ad un’alleanza con l’industria italiana. Se da un lato l’agenzia fornirà, infatti, la supervisione tecnica, dall’altro sarà il gruppo Danieli a realizzare le opere commissionate delle italiane SOL.IN.PAR. e Stromboli Solar. Queste due nuove centrale spari termodinamiche – aggiunge Graditi – “dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia […] con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”.

Contestualmente, l’ENEA ha presentato un piano triennale di ricerca sui principali componenti degli impianti solari a concentrazione. Il progetto prevede, tra le altre cose, lo studio di nuovi fluidi termovettori e materiali di rivestimento superficiale per i ricevitori solari. Un capitolo ad hoc sarà dedicato allo sviluppo di sistemi di accumulo termico avanzati. Inoltre, il Centro Ricerche ENEA Casaccia inaugurerà entro il 2021 una piattaforma sperimentale per la caratterizzazione di componenti per la fornitura di calore industriale a media e alta temperatura.

La centrale solare termodinamica di Partanna

L’impianto sarà il primo ad entrare in funzione. I suoi 126 collettori solari lineari tipo Fresnel coprono una superficie di 83mila metri quadrati; ognuno di essi concentra i raggi solari sul proprio tubo ricevitore dove scorrono i sali fusi. Si tratta di una miscela composta principalmente da nitrati di potassio e di sodio, elementi economici e non infiammabili. Ma soprattutto, ecofriendly: in caso di perdite accidentali, si solidificano rapidamente, rendendo facile il recupero.

Questa miscela riscaldata dai raggi solari concentrati, si accumula nel serbatoio caldo a una temperatura stabile di circa 550°C. Per produrre elettricità, entra nel generatore di vapore dove cede la sua energia e si scarica nel serbatoio freddo; da qui ritorna al ricevitore solare. “Il vapore così prodotto viene inviato a un gruppo di generazione, turbina a vapore/alternatore, di potenza pari a 4,26 MWe. L’impianto è completato da una caldaia di primo avviamento alimentata con GNL – circa 47 t stoccate in un serbatoio criogenico – per garantire il mantenimento della temperatura dei sali fusi al di sopra di quella di congelamento, soprattutto nei periodi invernali e nella fase di riempimento iniziale dei serbatoi”.

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