Quando l’architettura resiliente non ha impronta

    Terra cruda, alghe, sughero, fibra di lino. Materiali naturali che aiutano a contrastare tempeste e terremoti, ma migliorano anche le prestazioni energetiche degli edifici

    architettura resiliente

     

    (Rinnovabili.it) –L’architettura resiliente costituisce una delle principali risposte ai cambiamenti climatici e ai loro effetti. Attendiamo ancora che gli Stati che si sono impegnati alla COP 21 mettano la firma sui provvedimenti finali (finora lo ha fatto solo una manciata di Paesi), così da implementare l’accordo e trasformarlo nella miglior difesa del clima nel lungo periodo.

    Nel frattempo – e certo non da oggi – la moltiplicazione delle soluzioni resilienti in architettura rappresentano un buon argine nell’immediato, riducendo i danni materiali, gli sfollati e la perdita di vite umane. Lo ha ripetuto alla fine del 2015 Margareta Wahlström, capo dell’Ufficio ONU per la riduzione del rischio di catastrofi (UNISDR), che aggiungeva: “Non abbiamo tempo da perdere dal momento che i disastri legati al clima continuano ad aumentare, colpendo milioni di persone”.

    Molti progetti negli ultimi anni curano anche, allo stesso tempo, altri aspetti legati alla bioarchitettura. Ecco alcuni validi esempi di architettura resiliente.

     

    Quando l'architettura resiliente non ha impronta

    La cupola russa anti-tempesta

    Si chiama SkyDome il progetto di uno studio di architettura russo che realizza un’abitazione in grado di mantenere sicurezza e confort anche nelle condizioni meteo invernali più avverse. Grazie alla forma a cupola, SkyDome può sorreggere fino a 700 kg di neve per mq. Inoltre si diminuisce la perdita di calore. È costruita con materiali naturali, dal legno di pino, alghe, fibra di lino e sughero.

     

    Quando l'architettura resiliente non ha impronta

    Le risorse della terra cruda

    L’Iran conosce terremoti devastanti fin dai tempi antichi. L’architetto iraniano Nader Khalili ha votato la sua carriera a progettare case resilienti usando terra e sabbia. La sua organizzazione, Cal-Earth, ha messo a punto il metodo di costruzione Superadobe a base di terra cruda. Una soluzione anche per le crisi abitative, per gli slum, per i flussi di rifugiati. Con un’impronta ecologica minima e emissioni praticamente zero.

     

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    Lo NZEB che non trema

    Resilienza ai terremoti e forma rotonda anche per le abitazioni progettate da Deltec. Sono prefabbricate, quindi adattabili alle esigenze dei singoli, e hanno standard energetici ottimi, arrivando a performance di NZEB.

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