CIB: “Da qui al 2020 il settore avrà raggiunto il 40% del potenziale italiano, creando 12 mila nuovi occupati”

I conti devono però essere fatti con molta attenzione come dimostra lo scandalo marchigiano su cui oggi sta facendo chiarezza la magistratura. La vicenda è passata per lo più sotto silenzio a livello delle grandi testate nazionali, nonostante affondi le radici all’inizio del 2010. Il problema? Una legge regionale di semplificazione burocratica per gli impianti a biogas delle Marche in base alla quale le centrali inferiori a 1 MW non necessitano di Valutazione d’impatto ambientale (VIA). La norma e le delibere che sono seguite stanno garantendo generosi incentivi pubblici ai proprietari e cambiando inevitabilmente la vocazione del territorio, rendendo più conveniente le colture a scopo energetico piuttosto che alimentare. Impugnata in passato dal Governo Monti davanti alla Consulta (il tribunale aveva dato ragione al Governo riconoscendo la norma in contrasto con la direttiva europea sul tema e dunque incostituzionale) ora la legge è al centro dell’inchiesta della procura di Ancona (per approfondire leggi qui).











